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UFO: UN FENOMENO GLOBALE

IL COVER UP IN RUSSIA

Di Alfredo Lissoni

Sugli UFO "non c'è alcun complotto e il governo russo non ha niente da nascondere, dal momento che gli scienziati di quel Paese hanno dichiarato che gli UFO non esistono". Questa frase, forse ironica, è stata attribuita diversi anni fa all'ufologo e scrittore rumeno Ion Hobana, che per questo venne accusato dalla comunità ufologica di essere un agente segreto della Securitate di Ceausescu, impegnato in un'operazione di discredito oltre cortina. Ho intervistato Hobana nel 1993 e non ho avuto questa impressione ma, dalle informazioni che lui e altri mi hanno rilasciato sull'ufologia nei Paesi dell'Est (avvistamenti clamorosi e congiure del silenzio, sospetti fra ufologi, testimonianze astronautiche occultate...) ho capito che il caso Hobana fu indicativo di come in tutto il mondo, fosse esso dominato dalle dottrine marxiste, capitaliste o dal credo islamico, il fenomeno UFO suscitasse identiche paure nelle autorità costituite. E di come gli UFO si presentassero con identiche modalità, al di là delle barriere culturali o ideologiche di ogni singolo Paese, divenendo così un fenomeno globale. Ed un problema planetario.

I SEGRETI DEL KGB

Agli inizi di febbraio del 1993 i servizi di Intelligence sovietica, in piena perestrojka, avevano cominciato ad aprire i propri archivi e, con molto senso pratico, a venderne il materiale. In particolar modo, venivano ceduti alcuni dossier sugli UFO. Una buona fetta di questi erano acquistati in blocco dalla CIA; altro materiale, un centinaio di pagine sino ad un tempo top secret, veniva inviato nel 1994 all'ufologo ed ex cosmonauta sovietico Pavel Popovich, che ne aveva fatta espressa richiesta al nuovo direttore del KGB generale Nikolaj Sham. Nei rapporti erano contenute le testimonianze dettagliate di alcune decine di piloti che non solo avevano avvistato gli UFO in volo, ma che addirittura avevano riportato effetti fisici permanenti sulle strutture dei propri aerei, a causa della prolungata esposizione alle radiazioni o ai campi elettromagnetici sprigionati dai dischi volanti.

"Il rilascio di questi rapporti non ha niente di eccezionale", mi ha precisato lo studioso russo Boris Shurinov, uno dei più seri rappresentanti della moderna ufologia dell'Est. "Tutto è successo in maniera casuale, per un colpo di fortuna. Il generale Sham era stato eletto da pochissimo alla direzione del KGB e non sapeva bene come comportarsi, cosa insabbiare e cosa divulgare. In quello stesso periodo l'ufologo Popovich aveva scritto ai servizi segreti chiedendo copia del materiale UFO. Non so se sperasse veramente in una risposta. Fatto sta che il generale Sham, che non si rendeva bene conto dell'importanza di quel materiale, lo accontentò. Ma non è il caso di esultare. Il materiale rilasciato non è di grande importanza. Ho controllato i dossier ed ho notato che in essi mancano moltissimi casi dei quali sono venuto a sapere attraverso fughe di notizie. Quello che è stato rilasciato è solo una minima parte del materiale del KGB, e neppure di grande importanza".

Dunque, il generale Sham, ben lungi dall'essere lo sprovveduto che tendeva ad apparire, aveva di proposito rilasciato agli ufologi del materiale di scarso interesse, giusto per acquietarli? É molto possibile visto che, come vedremo, anche in Italia è accaduta la stessa cosa.

I veri rapporti top secret sugli UFO russi sembra siano stati custoditi, ancora fino agli anni Novanta, negli archivi dell'Apparato, un enorme edificio di via Lubjanka al 6 di Mosca, in cui hanno sede tutti i servizi segreti dell'ex Urss. Al quarto piano dello stabile si trova il quartier generale del vecchio KGB, come puro lo "Zapiskj" (=Informazioni), l'archivio centrale dei servizi segreti. É là che confluiscono tutti gli incartamenti sugli UFO, inviati dalla direzione del GRU (Glavnoye Razvedyvatelnoye Upravleniye), una sezione speciale del KGB il cui compito è quello di assicurare la protezione dei segreti militari. I documenti UFO raccolti pare si riferiscano a rapporti segretissimi sulla concreta esistenza di una civiltà aliena interessata al pianeta. Queste indagini risalgono al 1947, allorchè Stalin, avendo saputo dalle sue spie del crash di Roswell, aveva commissionato uno studio sul fenomeno ad alcuni dei suoi collaboratori più fidati. Costoro erano scienziati di tutto rispetto, il responsabile dei primi programmi spaziali Serghiei Koroliev, il matematico Mytislav Keldish, il chimico Alexandr Topciep, e Igor Kurciatov, uno dei padri dell'atomica sovietica. Costoro fecero forse farte di una sorta di Majestic 12 sovietico, a detta dell'ufologo canadese Stanton Friedman: "Sembra che Stalin possa aver creato un suo gruppo MJ-12 per scoprire il possibile del crash del Nuovo Messico. E ciò è ipotizzabile, in assenza di informazioni più dettagliate, per il numero elevato di spie sovietiche che si trovavano, affatto casualmente, a Roswell in quel periodo. Queste spie erano state distaccate in Nuovo Messico già durante la Seconda Guerra Mondiale".

I rapporti che Stalin ricevette dalle sue spie distaccate in America portarono Koroliev a formulare un verdetto singolare, sulla questione degli UFO. "Essi non sono un'arma misteriosa degli avversari occidentali dell'URSS e dunque non rappresentano un pericolo per la sicurezza della patria", pare abbia detto lo studioso al premier.

Ciò nonostante, anche nella ex Unione Sovietica il governo centrale impose da subito una censura sul fenomeno; degli UFO non si parlava quasi mai sulla stampa, se non in termini negativi, e quasi mai venne riportata casistica locale. Per molti anni la versione ufficiale degli ambienti scientifici fu che si trattasse di fenomeni naturali sconosciuti, a detta dell'accademico Yuri Platonov; quando addirittura non si aveva a che fare con terrorismo psicologico del governo americano o, a detta del ministro degli esteri Molotov, di "un prodotto della decadente mentalità capitalistica statunitense".

Nel 1980 si è saputo che, in un incontro segreto del 1955 a Ginevra, servizi segreti americani e sovietici si erano però accordati per scambiarsi tutte le informazioni sugli UFO, temendo un possibile attacco alieno o addirittura una guerra nucleare fra le due superpotenze, causata da una mancata identificazione di un UFO. Ciò che le autorità dei due Paesi leader temevano era di scambiare un sorvolo di UFO su America o Unione Sovietica per un attacco missilistico nucleare da parte di una delle due. Per questo motivo, apparentemente, le due superpotenze avrebbero dovuto informarsi reciprocamente, e tempestivamente, di ogni avvistamento di oggetti volanti non identificati. Questo accordo, non rispettato in quanto ognuno preferì restare geloso custode dei propri segreti, venne ribadito anni dopo, in un incontro al vertice parzialmente segreto, fra i ministri degli esteri americano e sovietico, Rogers e Gromyko.

Nonostante certi accordi alle spalle dell'ignara popolazione, per il regime di Mosca gli UFO non potevano esistere. O meglio, non dovevano esistere agli occhi della popolazione. Fu così che in diverse occasioni venne attuata una vera e propria congiura del silenzio, spesso con metodi violenti. Uno dei casi più celebri si verificò dopo l'avvistamento di un UFO a forma di medusa sopra la città di Petrozavodsk, il 20 settembre del '77. L'oggetto che centinaia di persone videro nel cielo era ad una quota talmente bassa che il suo brusco passaggio causò la fusione di diversi vetri nelle case, tale era il calore che l'ordigno sprigionava. La versione ufficiale, in seguito smentita dagli ufologi, fu che si era trattato di un missile esploso a bassa quota. Per l'occasione, Petrozavodsk fu circondata da decine di agenti segreti che imposero violentemente ai testimoni oculari di tacere e confiscarono tutte le prove, dalle varie foto scattate all'oggetto ai vetri bucati dal calore dell'UFO. "Sul caso Petrozavodsk abbiamo centinaia di rapporti", mi ha raccontato l'ufologo Shurinov, "che provano che non si trattò dell'esplosione di un missile. Ma allora come ora certe informazioni andavano protette. Da quando ho denunciato sulla stampa del mio Paese che il KGB ha venduto, nel 1993, importanti dossier UFO contenenti preziose informazioni tecniche, ho ricevuto diverse minacce. Mi hanno minacciato di morte per iscritto e, nell'aprile del 1994, qualcuno ha incendiato la porta della mia casa con della benzina".

Colpevoli di questo misfatto sono stati probabilmente gli agenti del KGB; tale ente, al contrario di quanto si pensa in clima di disgelo, non è scomparso, non è stato abolito, ma semplicemente si è trasformato.

Le sue funzioni sono state fatte proprie dal Servizio Federale di Informazioni, una sorta di FBI russo che ha adottato metodi e sistemi del vecchio KGB. E che, ora come allora, spia, indaga e minaccia.

L'URSS SCOPRE GLI UFO

Il 1967 ha rappresentato per i sovietici il primo momento di rottura verso la tendenza governativa ad occultare tutto e sempre. Un decreto statale del 18 ottobre, difatti, dava vita alla Commissione Cosmonautica dell'URSS, un organismo incaricato di studiare i dischi volanti. Cosa poteva aver prodotto un simile cambiamento? Le pressioni di due scienziati ufologi convinti, i professori Felix Ziegel e Alexandr P. Kazantsev, entusiasti dell'ipotesi aliena e convinti che gli UFO ci avessero già visitato nella preistoria, probabilmente manipolando la nostra evoluzione. I due diedero vita alla Commissione, presieduta da Anatoli Stolyerov, generale delle Forze Aeree, e dal dottor A. Thikhonoff. La riuscita di una simile, clamorosa iniziativa era in parte merito di Ziegel che, nell'agosto di quell'anno, si era incontrato a Praga con i colleghi russi e americani, al Congresso dell'Unione Astronomica Internazionale. In quell'occasione lo scienziato aveva dichiarato ad un giornalista sovietico che da più di 20 anni erano stati segnalati UFO sui radar dell'Unione Sovietica e che parecchie celebrità del Paese erano state testimoni di questi eventi. Ziegel chiedeva una cooperazione internazionale, mettendo a disposizione gli oltre 200 rapporti raccolti sino a quel momento. Sulla scia del clamore suscitato da queste dichiarazioni il governo sovietico non poté più negare la realtà dei fatti e fu costretto a costituire una squadra di 20 scienziati; anche la Polonia aderiva al progetto, creando una rete fra le stazioni meteo locali ed extranazionali.

"La documentazione raccolta", dichiarava Ziegel, "suggeriva che il fenomeno UFO fosse reale e che non potesse essere scambiato per alcun fenomeno naturale conosciuto, tipo i fenomeni ottici dell'atmosfera". L'euforia degli scienziati ufologi venne smorzata ben presto. Stile Commissione Condon, i risultati della Commissione del '67 furono però molto elusivi, specie dopo l'episodio che segue. Stolyerov, nel corso di una trasmissione televisiva, aveva mostrato numerose foto di UFO riprese da aerei; in una di queste si vedeva un ordigno circolare sormontato da una cupola. Ci si sarebbe aspettati un incentivo agli studi ed invece poco dopo il generale abbandonava misteriosamente le ricerche, con il pretesto di essere malato. L'improvvisa ed inaspettata ritirata di Stolyerov arrestava i lavori della Commissione, liquidata in seguito allorchè il professor Kostantinov, vicepresidente dell'Accademia delle Scienze, dichiarava alla Pravda: "L'Accademia ha studiato il problema da vicino, in relazione alle apparizioni, prendendo in esame quanto scritto dai giornali e commentato dalla televisione sovietica sugli UFO e ha concluso che la propaganda fatta in URSS a proposito dei pretesi dischi volanti non ha nulla del carattere proprio della scienza: queste invenzioni non hanno alcuna base di serietà; gli oggetti osservati hanno un'origine ben conosciuta". Tanto bastava al Cremlino per decidere la sopressione definitiva della scomoda Commissione, che tanto fastidioso clamore aveva suscitato in tutto l'Est. Boicottata dall'interno e dall'esterno, la Commissione Condon sovietica cessò di esistere. E da allora il governo non autorizzò mai più alcuno studio ufficiale sugli UFO.

IL DOSSIER UFO

Questo episodio non deve stupire più di tanto. Sfogliando la documentazione riguardante gli avvistamenti in URSS, si ha l'impressione di assistere continuamente ad un processo di "rivelazione" e "normalizzazione" o revisionismo. Con questi due termini intendo indicare le continue affermazioni esplosive di scienziati e militari, che con candore ed innocenza rivelano a noi occidentali i più clamorosi (e spesso molto ben documentati) avvistamenti verificatisi nel grande Paese, ai quali seguono immediatamente delle spiegazioni scettiche di revisionisti che ridimensionano e razionalizzano il fenomeno UFO, basandosi sempre sulle classiche argomentazioni scettiche.

Per tutto questo c'è un'unica spiegazione, che diventa lampante se teniamo conto del fatto che anche in Unione Sovietica il cover up è stato gestito dai servizi segreti, che volta per volta hanno orchestrato e manipolato il fenomeno in base all'occorrenza. Secondo un rapporto non confermato, la CIA venne a conoscenza di ciò nel 1952 dal GRU, il Glavnoye Razvedyvatelnoye Upravlenye, il direttorato dell'Intelligence sovietica. Il cui capo, il luogotenente Yuri Popov, aveva ordinato, con la direttiva segreta UZ-11/14, di scoprire immediatamente se gli UFO fossero "veicoli segreti di potenze straniere che stavano penetrando nello spazio aereo sovietico, attività propagandistica disinformativa, fenomeni naturali sconosciuti o dischi volanti extraterrestri".

Come già affermato, e confermato da documenti CIA declassificati, l'Unione Sovietica si interessò abbastanza presto agli UFO. In un memorandum segreto del 22 agosto 1952 George Carey, assistente direttore delle Operazioni CIA, scriveva al direttore dei servizi segreti Allen Dulles che "negli ultimi due anni la stampa nei Paesi satelliti non faceva alcuna menzione del fenomeno UFO (segno quindi che c'era un imbavagliamento di notizie) ma che Mosca aveva comunque diramato un dispaccio, il 10 giugno del 1951, con il quale si liquidavano gli UFO come studi stratosferici". Sappiamo che la CIA spiava accuratamente tutto ciò che veniva pubblicato nei Paesi dell'Est. La base operativa per queste operazioni si trovava a Monaco, ove Allen Dulles aveva collocato Radio Liberty e Radio Free Europe, due emittenti radiofoniche che si intrufolavano nelle frequenze sovietiche per divulgare della propaganda antigovernativa. L'11 settembre 1952 l'assistente direttore della CIA, Marshall Chadwell, inviava un memorandum al generale Walter Bedell Smith, del Majestic 12, in cui si valutava: "L'attuale livello di conoscenze russe circa il fenomeno UFO; eventuali intenzioni e capacità dei sovietici d'utilizzare questi fenomeni a danno della sicurezza degli Stati Uniti; le ragioni del silenzio della stampa sovietica circa i dischi volanti".

Questo silenzio stampa durò sino al 1954, anno in cui l'accademico Ivan Lonhinov dichiarava: "Gli UFO non esistono. Le notizie vengono inventate dalle nazioni occidentali alla scopo di distrarre l'opinione pubblica dalle difficoltà economiche che stiamo attraversando". Il 26 ottobre 1965 la stampa italiana riportava quest'altra dichiarazione: "I dischi volanti per Mosca sono un'invenzione del ministro McNamara. Radio Mosca ha dichiarato oggi che i misteriosi oggetti volanti avvistati a più riprese in cielo in vari punti della Terra sono un'invenzione del Ministero della Difesa americano per diffondere allarmismo nel mondo. Un pericolo sconosciuto allarma la gente sempre più di un pericolo di cui ci si rende ben conto - ha detto Radio Mosca - e se la stampa e la radio menzionano quotidianamente un pericolo sovrannaturale può accadere che persino gente perfettamente sobria veda oggetti misteriosi in cielo".

A quali "misteriosi oggetti" si riferisse la stampa sovietica è presto detto. UFO erano stati visti, il 21 novembre 1959, sopra la base geofisica Stolb in Antartide. Avvistamenti analoghi erano stati segnalati dalle équipe inglesi, argentine e cilene. Altri casi, come dimostra un documento originariamente top secret, coinvolsero alcuni membri dell'ambasciata americana a Praga, spettatori di un avvistamento ad alta quota. Testimoni, il senatore repubblicano Richard Russell, il colonnello E. Hathaway e l'ufficiale Ruben Efron, che il 4 ottobre 1955, in viaggio sulla Transcaucasica, notavano un disco volante che scendeva e risaliva in cielo.

Nel 1956 era stata la volta del celebre aviatore Valentin Akkuratov, che era stato inseguito da una palla di luce sopra la Groenlandia; altri incontri ravvicinati, che rimbalzarono persino sulla stampa italiana, accaddero fra il 1959 ed il 1961. Sino a che, dall'ambasciata sovietica a Londra, si seppe che in quello stesso anno un UFO era rimasto cinvolto nella caduta di un aereo. Si diceva che un Antonov AN-2P in volo sopra Sverdlosk e con sette persone a bordo era scomparso improvvisamente dai radar. Partiti i soccorsi, l'aereo era stato ritrovato, assolutamente intatto, in un grande spiazzo in mezzo alla foresta. Ma a bordo non vi era più nessuno! L'Istituto Aviatorio di Mosca dichiarò in seguito di avere avvistato un UFO con il radar, nello stesso momento in cui l'aereo scompariva.

I sette passeggeri non sarebbero stati più ritrovati.

Nel 1962 una grossa astronave sarebbe stata avvistata a nord di Mosca, inquadrata dal radar e vista da molti testimoni. Sigariforme, larga oltre 900 metri ed alta 6 km (!), essa era comparsa sopra una base militare, immediatamente allertata. Dal sigaro sarebbero usciti tre dischi volanti che avrebbero iniziato un giro di ricognizione a bassa quota. In quel momento alcuni caccia si alzavano in volo per intercettare i dischi, mentre dalla base la contraerea sparava alcuni missili contro il fuso volante. I missili terrestri sarebbero però esplosi in volo prima di raggiungere il bersaglio mentre i dischi, abbassatisi sulla base, creavano un improvviso black out dei sistemi elettrici, compreso il gruppo elettrogeno d'emergenza. Circa questo episodio l'ufologo italiano Luciano Gianfranceschi, che lo ha divulgato, ha commentato: "A questo punto la missione UFO da ricognitiva doveva essere diventata dimostrativa: in un adiacente deposito di esplosivo scattava "casualmente" l'allarme di pericolo, e i militari addetti facevano appena in tempo a porsi in salvo, che dall'astronave scendeva una sfera di fuoco e tutto saltava in aria. Nel frattempo anche la seconda scarica di missili, che era stata sparata prima del forzato buio, non riusciva ad avvicinarsi all'astronave ed esplodeva a vuoto. Il fatto dei cannoneggiamenti fu riportato in seguito dall'agenzia di stampa Reuters citando fonti ufficiali giapponesi".

Se questo e gli altri episodi sono veri, si capisce perchè nell'agosto del 1963 la stampa estera si scatenò, titolando: "Temendo la psicosi dell'invasione del cielo la stampa sovietica parla dei dischi volanti e ne ammette l'avvistamento anche nei Paesi occidentali. Le autorità del Cremlino reagiscono in maniera inattesa alla divulgazione di fatti operata dalla stampa dei Paesi satelliti: un disco rimase immobile per un quarto d'ora a quota basssissima su un aereoporto militare cecoslovacco e i caccia non riuscirono a decollare perchè l'impianto elettrico dei loro motori non funziova. Un inaspettato comunicato dell'Izvestia segna l'inizio di una politica che prepara le masse all'eventualità della discesa di abitanti di altri pianeti. In esso si dice che la vita extraterrestre è possibile".

UFO NELLO SPAZIO

Altri avvistamenti avrebbero coinvolto gli astronauti delle Voskhod 1 e 2, fra il 1964 ed il 1965. Di questi fatti non esiste una conferma ufficiale, ma si sa che, durante una conferenza stampa all'Università di Mosca, quando fu chiesto ad uno di questi piloti, Vladimir Komarov, se avesse visto degli UFO in orbita, il nostro lasciò la sala senza rispondere. Segno che non poteva parlare, forse? É lecito pensarlo. Altrettanto discreto è stato difatti il cosmonauta Gennadij Strekalov che, solo in occasione di un colloquio privato in terra romana nel marzo del '92, si è deciso a raccontare all'ufologo e ricercatore aerospaziale Roberto Pinotti di aver avvistato un UFO nello spazio, all'altezza dell'isola di Terranova, durante il recente volo sulla Mir. "Un corpo luminoso ci ha incrociato in direzione opposta; era come una palla di fuoco, una luce cangiante, iridescente. Ricordava un po' le luminarie di un albero di Natale. Era sferica, o sferoidale. L'avvistamento non è durato molto, almeno 7 secondi, direi, e meno di 10", ha raccontato il cosmonauta.

Notizie di questo tipo sono spesso rimbalzate in Occidente, ma quasi mai i cosmonauti sovietici le hanno confermate, un po' per paura del ridicolo, un po' perché vincolati al segreto di stato.

Si dice, ad esempio, che Gagarin abbia visto "qualcosa di strano nel cielo", e che Titov e Bikovski, della Vostok 2, abbiano notato "curiosi oggetti luminosi" nello spazio.

CIA E KGB

Nel 1966 si verificò in Unione Sovietica una vera e propria ondata di avvistamenti, e questo attirò l'attenzione dei servizi segreti occidentali.

Il 18 agosto 1967, secondo un documento declassificato CIA, uno scienziato americano ebbe, in barba alla guerra fredda e alla chiusura delle frontiere tra le due superpotenze, "una conversazione con scienziati sovietici sull'argomento UFO in URSS". Il nome dello scienziato americano che agì per conto della CIA non è noto, ma l'ufologo inglese Timothy Good sospetta che questi fosse il dottor Robert Low, coordinatore della Commissione Condon che, proprio in quel periodo, si trovava a Praga a discutere degli UFO "oltre la Cortina di Ferro".

Sempre in quell'anno usciva il Russia il volume "Abitanti del cosmo"; a scriverlo erano stati illustri scienziati sotto la guida del professor P. Kostantinov, vicepresidente dell'Accademia delle Scienze. Il capitolo sugli UFO era stato redatto da Felix Ziegel ed era una risposta alla versione russa del libro dell'astronomo americano Donald Menzel, "Flying saucers". Quest'ultima opera, un testo scettico e violentemente antiufologico, era stato divulgato in cirillico, probabilmente per volontà dei servizi segreti sovietici, già dal 1962.

Agli inizi del 1968 la rivista Soviet Weekly rendeva noto che nella Russia meridionale, nei due anni precedenti, si erano verificati almeno duecento casi credibili. E nel marzo dello stesso anno l'Aurora, il periodico di informazioni sovietiche per la Romania, pubblicava un resoconto di Vasilij Kuprevicij, presidente dell'Accademia delle Scienze della Bielorussia, in cui si diceva che nella regione gli avvistamenti si stavano intensificando.

Il controllo CIA sul fenomeno UFO in URSS e nelle altre contee si intensificò a partire dagli anni Settanta. Si venne così a sapere che, nel settembre del 1976, un UFO aveva incrociato un aereo della British European Airways in volo da Mosca a Londra. In quello stesso anno il giornale Sovietskaja Latvia pubblicava un articolo in cui si diceva che "gli scienziati sovietici hanno rivelato che la maggior parte degli UFO erano solo dei grossi "corpi perlacei", con

al centro una massa sferica. Secondo Vitolinik, capo di una

stazione sovietica di rilevamento a terra, alcuni di questi misteriosi oggetti avevano anche la proprietà di rendersi invisibili assorbendo onde elettromagnetiche di differente lunghezza".

Per fronteggiare il fenomeno, USA e URSS avrebbero istituito un vero e proprio "telefono rosso", una linea diretta, per "prevenire e ridurre i rischi di uno scoppio accidentale di un conflitto atomico". La firma del documento era avvenuta il 16 luglio 1976 a Mosca, ma l'annuncio era già stato dato dal presidente francese Giscard D'Estain mentre si svolgevano a Parigi i lavori annuali della Grande Commissione Francosovietica e si commemorava il viaggio in URSS di De Gaulle del 1966 che portò alla creazione di un telefono rosso anche tra Mosca e Parigi.

PRIME RIVELAZIONI

La stampa internazionale rivelava nel dicembre nel 1973, dandovi grande risalto, che "segnali extraterrestri erano stati captati nell'URSS. Un gruppo di scienziati sovietici aveva scoperto una serie di segnali radio provenienti dall'universo che nessuno, sino ad allora, aveva mai registrato. I segnali erano stati captati prima a Gorki, sul Volga, e successivamente in altre città. Essi duravano alcuni minuti e si ripetevano più volte al giorno. Secondo Samuel Kaplan, professore dell'Università di Gorki, era possibile che essi provenissero da una civiltà extraterrestre molto evoluta: era stato infatti escluso che fossero emessi da satelliti lanciati dalla terra. I segnali erano divenuti oggetto di attento studio da parte di una trentina di scienziati".

Le conclusioni cui arrivarono quegli scienziati non sono note, ma dovettero essere clamorose se, il 24 ottobre 1978, la stampa mondiale poteva pubblicare la seguente notizia: "Ora anche Stati Uniti e URSS vanno in cerca di extraterrestri. É l'impressione che si ricava dalle due sessioni sulla "Comunicazione con intelligenze extraterrestri" svoltesi durante il ventinovesimo congresso della Federazione Astronautica Internazionale a Dubrovnik, URSS. Il progetto americano, sotto l'auspicio della NASA, si chiama "SETI".

Il fatto che anche l'Unione Sovietica si dicesse disponibile, in uno con l'America, ad intercettare segnali radio provenienti dallo spazio lasciava pensare che qualcosa di anomalo era stato effettivamente rilevato, nelle trasmissioni del 1973. In quello stesso anno, tra le altre cose, vi era stata una massiccia ondata di avvistamenti UFO in Italia.

VITA EXTRATERRESTRE

Gli anni seguenti erano caratterizzati dal tentativo di offrire il carisma della scientificità alla ricerca di vita extraterrestre, prescindendo dal fenomeno UFO, e anzi sbarazzandosi dello stesso. Nel marzo del 1979 l'accademico Vladimir Migulin, dell'Istituto di Magnetismo e Radioattività terrestre di Mosca, dichiarava: "Nell'atmosfera della Terra si notano spesso fenomeni fisici che gli osservatori prendono per oggetti volanti non identificati. Mi riferisco alle aurore boreali, all'alterazione delle misure reali dei corpi celesti in seguito alla rifrazione, all'osservazione di aereoplani, satelliti artificiali, palloni sonda ed altri oggetti di produzione umana in condizioni insolite. Credo che l'idea degli UFO tanto in voga, non abbia alcuna seria ragion d'essere. Le osservazioni dei fenomeni anomali a distanza ravvicinata, che si sarebbero avute nell'URSS e all'estero, non sono abbastanza documentate e possono servire piuttosto da spunto ai racconti di fantascienza. Non vale la pena di prendere sul serio l'idea della presenza di astronavi extraterrestri in orbita intorno alla Terra"

Agli inizi di settembre un accalorato dibattito sull'esistenza di vita aliena si svolgeva in URSS alla conferenza annuale in onore di Konstantin Ziolkovsky, il fondatore della teoria del volo spaziale.

Boris Panovkin, matematico, ribadiva scetticamente che la scienza non aveva in mano nessuna prova tangibile dell'esistenza di altre forme di vita intelligenti nell'universo, oltre alla Terra. Gli ribatteva il filosofo Ieugeny Faddev: "La tesi secondo cui l'intelligenza dei terrestri è un fatto unico ed irripetibile contrasta con il materialismo dialettico".

Dieci giorni dopo i ricercatori dell'Istituto di Oceanonologia dell'Accademia delle Scienze a Mosca "normalizzavano" il fenomeno UFO, come "accumulazioni vaporizzate d'acqua o di polvere". La stampa internazionale scriveva che "i geofisici sovietici citati dalla Tass attribuiscono l'aumento di UFO all'aumento d'inquinamento...".

Nel 1981 la televisione sovietica trasmetteva un interessante programma intitolato "Ovvio, impossibile" e presentato da Sergej Kapitsa, figlio di un premio nobel per la fisica. Questi esordiva dicendo: "Esiste la possibilità di giungere ad incontri ravvicinati con abitanti di altri mondi?". La premessa serviva per un dibattito che coinvolgeva l'astronauta Georgij Gretchko, pilota delle Sojuz 17 e 26 e della Saliut 6. Questi riferiva, pur se con cautela ed ostentando scetticismo, di aver visto durante le sue missioni spaziali strani ordigni orbitanti che sembravano seguirlo. Uno di questi sembrava "un blocco di un iceberg nello spazio", gli altri erano veri e propri "oggetti luminosi che stazionavano all'esterno delle astronavi".

Il Daily Telegraph del 25 settembre 1989 pubblicava infine una notizia clamorosa: "Mentre l'Unione Sovietica modifica il suo atteggiamento verso le guerre stellari, i giornalisti russi se ne sono usciti con un altro argomento per mettere in discussione il sistema antimissile americano SDI... che potrebbe accidentalmente buttar giù un disco volante.

L'ultimo numero della Rivista Sovietica Militare pubblica la risposta ad una lettera di un signore dello Zimbabwe, preoccupato che gli UFO rappresentino una minaccia diretta alla pace sulla Terra.

Gli scienziati sovietici si occupano seriamente dell'argomento. Infatti il Moscow Aviation Institute studia gli UFO sin dal 1958.

"Il passaggio di un UFO lungo le traiettorie vicine a quelle dei missili armati potrebbe essere interpretato dai computers come un attacco. In condizioni SDI, stato di massima allerta, tali incidenti potrebbero provocare un'immediata reazione dei computers per distruggere gli obiettivi". La rivista conclude che se un alieno non è distrutto accidentalmente, potrebbe comunque causare una contromossa dei suoi colleghi "di là delle stelle", quindi occorre una maggiore cooperazione internazionale. Un funzionario dell'ambasciata americana ha dichiarato: "É un argomento nuovo. Sono sicuro che la Casa Bianca nei prossimi negoziati ne terrà conto".

ESPLODE L'UFOMANIA

Gli inizi degli anni Novanta coincidevano con l'esplosione, nella

nuova Russia di Gorbachov, di una vera e propria UFOmania, alimentata dai mass media, finalmente liberi di riportare notizie di avvistamenti, e dal fatto che sin dall'estate del 1989 decine e decine di segnalazioni di incontri ravvicinati con alieni e di atterraggi UFO stessero arrivando da tutto il Paese.

Tutto era cominciato nella regione di Vologdà, nel villaggio di Kharovsk, il 6 luglio 1989. Dinnanzi a quattro ragazzini fra gli unidici e i tredici anni era sceso, sulla riva del fiume di Kharovsk, un disco volante. Dall'oggetto era uscita una figura giallo-nera, senza testa, con braccia lunghe sino alle ginocchia. "Abbiamo visto quattro globi luce che roteavano sopra le nostre teste", hanno raccontato i ragazzi. "Una di esse, abbassatasi all'altezza del prato, si è posata lungo la riva del fiume, si è aperta a metà ed è uscita quella strana sagoma. In quello stesso momento abbiamo visto una contadina avvicinarsi all'oggetto. Noi le abbiamo gridato di non farlo, perchè era pericoloso, ma lei non ci ha dato retta. Come la donna si è avvicinata al disco volante, è scomparsa ed è riapparsa, dopo un secondo, quaranta metri più in là, terrorizzata e lanciata in una corsa a gambe levate". "Gli specialisti dell'Accademia delle Scienze", ha scritto la stampa, "hanno cercato di capire cosa fosse successo in quel breve secondo. Un dato di fatto è che, appena entrati nella zona ove l'UFO era atterrato, tutti gli scienziati hanno avvertito un forte mal di testa e l'orologio al quarzo del capogruppo si è improvvisamente fermato. Gli scienziati hanno rintracciato un altro testimone che, mentre tornava a casa sua nella periferia di Mosca, la notte del trenta aprile, aveva visto una palla luminosa fermarsi sulla riva del fiume. Sullo sfondo si erano stagliate due strane figure, come di uomini senza testa, gambe nere, busto giallo".

L'evento più clamoroso di comparsa di robot umanoidi venne registrato però a Voronezh, una pololosa città a 500 km da Mosca, il 27 settembre 1989. Erano le 18.30 quando, nel parco cittadino, un gruppo di bambini vedeva una luce rossastra in volo orizzontale, che si fermava sopra gli alberi. La sfera di luce iniziava a roteare, sostando a 130 cm dal suolo. In quel momento si apriva un portello nell'oggetto ed un umanoide senza collo, con la testa incassata tra le spalle, si sporgeva a guardare. L'essere aveva un disco ramato sul petto e tre occhi, di cui due immobili ed uno centrale più simile ad un faro, rosso e ruotante come un fascio laser. Poco dopo, l'UFO scendeva a terra. Ne uscivano tre giganti, alti 3-4 metri, accompagnati da un essere più piccolo che, azionato da uno dei tre, cominciava a camminare meccanicamente. Uno dei giganti emetteva dei suoni, forse degli ordini, mentre dal disco proveniva un fascio di luce che strappava un triangolo di terra dal prato. Il disco avrebbe poi lasciato a terra due pietre fuse ed una discreta dose di radioattività.

Qualche giorno dopo il disco ricompariva a Voronezh ed atterrava nuovamente. Questa volta fra i presenti vi era un ragazzo sedicenne che, vedendo scendere il gigante alieno, si metteva ad urlare. L'essere, senza scomporsi minimamente, lo avrebbe colpito con un fascio di luce, polverizzandolo. Quando il disco si allontanò, il ragazzo ricomparve come per magia. Il disco avrebbe sorvolato Voronezh una terza volta.

Per verificare quanto vi fosse di vero in questi racconti, riportati dalla stampa mondiale a titoli cubitali ma francamente difficili da credere, si erano recati sul luogo alcuni ufologi, degli ingegneri ed un geologo e parapsicologo, il professor Genrich Silanov. Si formava addirittura un "Comitato di Voronezh", incarivato di condurre rilevazioni approfondite. Il gruppo avrebbe scoperto nella zona degli atterraggi una radioattività di 30-37 microroentgen, rispetto ai 15 tradizionali.

La Komsomolskaja Pravda del 12 ottobre scriveva: "In questi giorni, per le strade di Voronezh, non cessano le discussioni sui forestieri cosmici che di tanto in tanto turbano la città con le loro improvvise apparizioni. Il giornale regionale di partito Kommunar ha già pubblicato alcuni articoli su questo tema. Il sindacato sovietico della regione ha creato qualcosa di simile ad uno stato maggiore provvisorio in relazione agli avvistamenti anomali, cui confluiscono tutte le informazioni relative ai furtivi UFO e agli UFOnauti. Uno dei componenti di questo stato maggiore, P. Brjatkov, mi ha mostrato un mucchio di relazioni di persone che recentemente hanno avvistato strani oggetti volanti. Secondo le parole di Petra Romanovitcha, i resoconti delle apparizioni di UFO provengono fondamentalmente dagli abitanti della parte meridionale della città. Difatti qui di tanto in tanto appaiono nel cielo notturno strani oggetti volanti, a forma di sfera o di pera.

Il candidato scientifico J.Losovtzjev, responsabile del laboratorio spettrografico e Genrich Silanov, insieme ad i suoi collaboratori per gli aspetti biologici, rintracciarono distintamente il posto dell'atterraggio dell'UFO in una spianata di 20 metri di diametro. Erano visibili in quest'area quattro buchi prodotti dal carrello di atterraggio; gli investigatori hanno trovato un'apertura scavata del diametro di 2,5 m e della profondità di 37 cm. Secondo le loro indicazioni, sono stati prelevati campioni di terreno".

Questi eventi, indubbiamente bizzarri, spinsero diversi giornali occidentali a commentare: "Gli alieni sovietici sono l'esatto contrario dell' E.T. americano, piccolo e tozzo; sono dunque una rivalsa psicologica".

Il 17 novembre un telegiornale di Raiuno annunciava: "Dopo gli eventi in URSS, anche in USA, nell'Ohio, è atterrato un disco. Una famiglia ha scoperto nel proprio campo coltivato un cerchio di erba bruciata che la sera prima non c'era. Durante la notte c'erano state nella zona numerose segnalazioni di dischi volanti. Gli alieni erano alti tre metri. Le autorità stanno facendo rilevamenti".

In quello stesso periodo l'osservatorio astronomico di Papa, in Ungheria, registrava una massiccia presenza di oggetti luminosi nel cielo. Gli UFO, a detta del direttore dell'Osservatorio, Gyula Baszo, erano color del magnesio e volavano a 70 km al minuto, senza produrre rumori.

Un UFO aveva poi sorvolato la Piazza Rossa a Mosca, agli inizi del Novanta, e nell'Oregon migliaia di persone avevano avvistato un oggetto infuocato; un sigaro volante sorvolava Cuba. Altri dischi comparivano a Brescia, Torino e Forlì, talvolta causando il panico, mentre un oggetto, avvistato da centinaia di russi, veniva inseguito per 20 km da una pattuglia della polizia. Una signora di Kiev raccontava di essersi imbattuta in due alieni dagli abiti argentati e dai volti pallidissimi. I quotidiani del 25 maggio 1990 scrivevano: "Panico nella zona di Lipetsk. Un UFO, presenza ormai abituale nella vita dei cittadini sovietici, ha inseguito un camion del latte". E, il 5 settembre: "Gli extraterrestri esistono e sono scesi in un villaggio dell'Abkhazia, a Tsarche, e qui sono entrati nella casa di un certo Guliko Bakaradze. La piccola Sofiko Pirtskhelashvili, di 9 anni, che si trovava nell'abitazione, ha poi descritto gli extraterrestri. La bambina ha detto di essere riuscita in qualche modo a stabilire un contatto telepatico con quegli strani esseri dalle lunghe braccia e con tre o quattro gambe che dovevano essere dei robot. Questi robot, ha raccontato ancora la piccola, erano guidati da due belle ragazze dagli occhi azzurri che si trovavano in un disco volante".

Solo una minima parte di queste notizie erano reali. Che cosa era successo dunque in Russia, dopo cinquant'anni di cover up governativo sugli UFO? Semplicemente il fatto che il crollo del regime aveva liberalizzato l'informazione ufologia, e la fantasia.

Dall'estate del 1989 le mutate condizioni politiche ed economiche in URSS avevano portato ad un sovraffollamento di notizie sciocche a carattere esoterico su molti quotidiani di prestigio. Paludati giornali come la Pravda, economicamente a terra e costretta ad accettare i capitali e le direttive dei nuovi proprietari occidentali, e persino la stessa Tass, adeguatasi al giornalismo capitalistico, cominciavano a riportare le storie più bizzarre non più per informare, ma per fare notizia, per vendere. In breve tempo erano nate in Russia molte associazioni esoteriche, alcune serie altre meno; si era cominciati a vendere pubblicazioni specializzate in misteri, veri e falsi, da "Anomalija" (un tabloid scandalistico che pubblicava di tutto) alla più seria "Aura Z"; il mercato librario era stato invaso da libri scandalistici e mal documentati come il volume "Inoplanietianie nad Rossiei" (Alieni in Russia), opera di un autore molto folkloristico, Sol Shulman; e come "NLO prosit posadki" di A.Kuzovkin e N. Niepomniatzij, un libro che abbonda di foto false, ove un semplice difetto su un negativo basta per creare un'astronave-madre su Ai-Pietri. La stampa era stata poi sommersa di notizie di contattismo, di guru anche nostrani che trovavano in Russia un terreno fertile per spacciare le credenze più improbabili; si parlava di continue apparizioni di fantasmi (quello di Lenin alla biblioteca di Ulianovsk), di mostri stile Loch Ness, di Yeti (uno catturato, messo in un bagagliaio di auto e poi scappato), di dinosauri ancora vivi, di donne "magnetiche" il cui corpo attirava gli oggetti di ferro come calamite; di nuovi messia pronti al suicidio di massa, di teleguaritori e maghi, mistici ed imbonitori dell'occulto.

Tutto ciò era solo il frutto dell'improvviso permissivismo sovietico o una precisa manovra del governo per distogliere l'attenzione della gente dai problemi della vita quotidiana? Di quest'ultima opinione si è detto sicuro l'ufologo russo Boris Shurinov. "In quel periodo", mi ha raccontato, "c'erano molti problemi dovuti alla trasformazione del Paese ed i giornali, per distrarre il pubblico, hanno cominciato a pubblicare storie inverosimili".

Ma c'è anche un'altra spiegazione. Le valanghe di informazioni sciocche riportate dalla stampa erano state accuratamente pilotate dai servizi segreti russi, per screditare la massiccia ondata di veri avvistamenti UFO che, dal luglio 1989 all'aprile 1990, aveva interessato il Paese ed allarmato le autorità. A conferma di ciò, valga il fatto che negli ultimi anni l'agenzia di stampa Novosti, che diramava gran parte di queste notizie, ha pubblicamente ammesso di essere stata un distaccamento segreto per lo smistamento degli agenti segreti del KGB.

IL KOMITIET

KGB è una sigla che sta per Komitiet Gosudarstvennoi Bezopastnosti,

il più temuto dei servizi segreti, ufficialmente sciolto con la presidenza di Boris Eltsin. Sino all'epoca di Gorbachov esso poteva contare su almeno 1.750.000 agenti all'estero e 400.000 in patria. Esso aveva, dal 1959, una speciale sezione dedita alla disinformazione, il Dipartimento D (Dezinformatsiya). Riorganizzata sotto Yuri Andropov, che la ribattezzò Dipartimento A, questa sezione era incaricato di disseminare in giro per il mondo documenti falsi, foto ritoccate, false testimonianze, manoscritti anonimi, "voci" e "rivelazioni".

La CIA ha stimato che il governo russo spendeva mediamente quattro miliardi di dollari l'anno solo per la disinformazione. Essa riguardava anche gli UFO. Spesso si alimentano voci del passaggio di dischi volanti per coprire test nucleari segreti; ma anche voci di rientri di satelliti, per coprire il passaggio di dischi volanti.

Il governo sovietico era difatti ben conscio degli sconvolgimenti politici e sociali che un contatto alieno avrebbe potuto causare. Con grande lungimiranza il premier Lenin ne aveva parlato, in una lettera, con lo scrittore inglese di fantascienza H.G.Welles, già negli anni Venti. "Tutte le concezioni umane", scriveva Lenin, "si basano sulla scala del nostro pianeta. Queste si fondano sulla pretesa che il potenziale tecnico, sebbene in via di sviluppo, non uscirà mai dal "limite terrestre". Se riusciremo un giorno a stabilire una comunicazione interplanetaria, tutta la nostra filosofia, la nostra morale ed i nostri punti di vista andranno rivisti. In questo caso, il potenziale tecnico, diventato limitato, ci imporrebbe la fine delle violenze come mezzo e metodo di progresso".

Nel 1970 il dissidente sovietico Vladimir Arsionov, autore di alcuni libri e di interessanti articoli pubblicati in Italia, aveva dichiarato: "Non c'è dubbio che il governo sappia molte cose. Se il KGB parlasse, ciò significherebbe il panico non soltanto in Unione Sovietica, ma nel mondo intiero. Gli americani, CIA e Pentagono, ne sanno altrettanto. C'è un accordo al di sopra delle ideologie per mantenere il segreto...". Un accordo che, dopo il grande "black out rosso sugli UFO" imposto dal KGB nel 1975, vietava ad esempio ai cosmonauti sovietici di rilasciare dichiarazioni alla stampa, sull'argomento. "Salvo quando l'intervistatore era un buon valletto dell'autorità", commentava il corrispondente da Mosca Jean-Louis Degaudenzi nel libro "Les OVNI en Union Sovietique". É stato proprio quest'ultimo ad avere raccolto in un volume pubblicato in Francia nel 1981 decine di casi interessanti presumibilmente schedati nei dossier del KGB.

Uno dei più interessanti è datato febbraio 1970. Tutto cominciò con un radioamatore giapponese, Kasi Ku, che stava "frugando" nelle frequenze radio sovietiche, verso la costa di Vladivostok. Kasi Ku non conosceva il russo, ma sapeva che buona parte dei suoi colleghi radiamatori, oltre la cortina di ferro, trasmettevano in inglese. E fu proprio in quella lingua che questi, su una frequenza inusuale, scoprì e registrò un messaggio di soccorso, inviato da un pilota in volo.

"Contatto visuale con oggetto volante non identificato", diceva il pilota sovietico. "Ha forma di disco. L'oggetto è gigantesco, rotondo, con degli oblò ovoidali, illuminati, bluastri. L'oggetto si avvicina a me! Missili correttamente lanciati: Traiettoria normale. No, nessun risultato. I razzi stanno esplodendo a meno di 600 metri dall'UFO. Vira ad angolo a destra. Attenzione! Traiettoria di collisione! Non c'è il tempo di...!".

La trasmissione si interrompeva ed il contatto radio spariva.

"Incredibile affare", commentò Degaudenzi. "Un aereo terrestre ha affrontato una nave spaziale di provenienza sconosciuta. Il luogo del combattimento era approssimativamente un po' a nord di Vladivostok, senza dubbio sopra le montagne della catena Sikhotà Alin. La stampa giapponese si è interessata alla registrazione e, grazie alle complicità esistenti nella parte sovietica, si è ricostruito il calendario di un'ondata UFO assolutamente inedita nell'estremo est dell'URSS, fra il dicembre 1969 e marzo-aprile 1970. Tutta la regione di Alin e soprattutto l'isola di Sakalin erano state spiate dagli UFO. Vi erano state circa 150 osservazioni. Erano stati rapiti degli animali e degli esseri umani...".

IL CASO DEL MIG 21

L'episodio di Vladivostok fu una dura lezione per l'Aeronautica sovietica. Lo dimostra il fatto che, ripetendosi l'anno dopo una situazione del genere, questa volta il pilota militare evitò di aprire il fuoco contro l'UFO.

Secondo Degaudenzi, l'11 aprile 1971 un aereo militare in volo fra Kiev e Mosca aveva intercettato un disco volante; una comunicazione significativa era stata registrata dalla torre di controllo.

Base: "Precisate, quant'è grande l'oggetto?"

Mig 21: "Approssimativamente come un piccolo aereo di linea, ma non ha nulla d'altro, nella forma e nel comportamento, di simile a un apparecchio conosciuto".

Base: "Mig, descrivete l'apparecchio. Potete identificarlo?"

Mig: "Non ha risposto all'identificazione. Impossibile aggiustare il tiro. Scappa. Velocità stimata Mach 3".

Base: "Non sparate! Ripetete l'identificazione".

Mig: "Continua a non risponderci. Attenzione! Attacca! Ci si getta contro!"

In questo caso la tragedia sarebbe stata evitata. Secondo Degaudenzi, "all'ultimo momento l'UFO virò di bordo, girando per qualche minuto attorno al Mig, come per studiarlo; poi sparì accelerando rapidissimo in verticale. So di un rapporto riservato consegnato alle autorità, in cui si dice: Ci son tutte le ragioni di pensare che l'UFO fosse mosso da una volontà intelligente. Poichè non si trattava di un apparecchio conosciuto, non si può certamente rifiutare l'ipotesi di un intervento extraplanetario..."

IL NUOVO CORSO NELLA CSI

Da quando la Russia è diventata Comunità degli Stati Indipendenti (CSI), diversi scienziati si sono aperti pubblicamente allo studio del fenomeno degli UFO. E adesso non è più infrequente trovarne dettagliati resoconti in riviste serie e scientifiche, come nella prestigiosa pubblicazione dei fisici russi "Usmieki fizichieskik iauk". Questa, nel 1993, ha recensito con un interessante articolo un simposio internazionale sugli UFO tenutosi a Los Angeles dal 28 al 30 luglio dell'anno precedente. Nel corpo dell'articolo (una dettagliata relazione dell'accaduto), il corrispondente in Olanda G.C. Dijkhuis menzionava esplicitamente il termine "NLO", UFO, senza il pudore o la consueta ironia che per cinquant'anni hanno caratterizzato la pubblicistica di regime.