Make your own free website on Tripod.com

QUANDO GLI ALIENI SBARCARONO IN LIGURIA

Agli inizi di quest'anno qualcosa di sconosciuto ha devastato un'ampia zona forestale a Tarquinia. Ma già vent'anni prima lo stesso fenomeno aveva colpito la Liguria. Testimone, un vigile urbano di Bastia.

Busalla (GE), strada statale 135.

Primavera del 1978.

Era un pomeriggio di primavera e, ci racconta Massimo Ferrante del centro ufologico 'Odissea 2001', "un operaio stava percorrendo in auto la Statale 135 che da Genova conduce a Novi Ligure, passando per Busalla. Una strada che si snoda tortuosa tra i contrafforti alpini superando il Passo dei Giovi. Erano passate da poco le 17.00 e l'uomo che, stava rincasando dal lavoro, procedeva con andatura tranquilla giù per i tornanti della rotabile. Giunto in località Bastia, in un punto dove la strada s'insinua in mezzo ad un bosco, la sua attenzione fu attirata da qualcosa che si muoveva nel sottobosco. Guardando con più attenzione, l'uomo intravide due strane figure che sembravano nascondersi, accovacciate. In quel momento, improvvisamente, il motore dell'auto si bloccò. Spaventato, l'uomo cercò freneticamente di rimetterla in moto, sentendosi in pericolo. Dopo pochi minuti, l'auto ripartì, con gran sollievo del il testimone, che poté allontanarsi velocemente".

LA DISTRUZIONE DELLA FORESTA

Ma non era finita là. "In quei giorni", prosegue Ferrante, "Bruno Barbieri, vigile urbano di Busalla, aveva notato dalla finestra della sua abitazione, che guarda verso Bastia, la presenza di una luce fissa di color azzurro che occhieggiava in distanza del bosco. La cosa lo incuriosì molto, dato che sapeva benissimo che nella zona non c'erano assolutamente fonti luminose. Recatosi sul posto, il vigile si inoltrava nel bosco dove, con notevole sorpresa, scopriva una gran devastazione. Devo premettere che in quella parte del bosco passava una linea di corrente ad alta tensione, collegata ad una cabina poco distante. I pali di sostegno si inoltravano nel fitto della vegetazione e attraversavano il bosco, sino alla strada. Barbieri si trovò improvvisamente dinanzi un'ampia zona distrutta come dalla caduta di un aereo. I pali della luce erano stati tranciati o scalfiti. Uno era stato spezzato alla base e penzolava, sostenuto dai fili dell'alta tensione. Gli isolatori di un altro palo, abbattuto del tutto, dondolavano a mezz'aria. Sembrava proprio che qualcosa venuto dall'alto fosse passato a bassissima quota, sugli alberi, travolgendo ogni cosa.

A quel punto Barbieri, tornato in paese, informava un nostro collega, l'ufologo Vittorio Crosa di Busalla, e assieme a questi tornava sul posto per fare delle foto. Ricordo che inizialmente Crosa, vista quella devastazione, pensò alla caduta di un meteorite, ma poi, visto che non c'era frammenti o crateri o altri reperti, e venendo a sapere in seguito dell'avvistamento delle strane creature nella stessa zona, dovette concludere che a Bastia si era verificato un evento UFO".

ANCHE A TARQUINIA

Questo 'caso d'archivio', che forse all'epoca avrebbe meritato maggiore attenzione ed investigazioni più accurate, può acquistare oggi ulteriore interesse se confrontato con quanto è successo recentemente a Tarquinia. Ove, nella seconda metà di gennaio, qualcosa ha devastato la pineta dell'Università Agraria fra Tarquinia, Tuscania e Montalto di Castro. Alberi sradicati, terreno bruciato e piante abbattute lungo un'immaginaria ellisse hanno spinto diversi ufologi a sospettare, se non proprio un UFO crash, il passaggio violento e devastante di un disco volante fuori controllo. Come era già successo, forse, vent'anni prima in Liguria.