Make your own free website on Tripod.com

ALIENI IN LIGURIA

di Alfredo Lissoni - La Liguria è stata peraltro, per molti anni, al centro di un'intensa attività ufologica. Vi si contano almeno due celebri rapimenti UFO di cui parlerò più avanti, i casi Lonzi e Zanfretta; sempre in Liguria un gruppo di ricercatori spezzini (G.O.R.U., Gruppo Osservazioni e Ricerche Ufologiche, guidato da Stelio Asso) catalogò, per molti anni fra il 1974 e del 1979, innumerevoli sorvoli di UFO, ad alta e bassa quota, sopra il monte Verrugoli; a Busalla di Genova, lungo la strada statale 135, il 19 gennaio 1979, apparvero degli umanoidi.

Testimone dell'evento fu un operaio che stava percorrendo in auto la statale che da Bastia porta a Isorelle di Genova. "Stavo affrontando una curva", raccontò il teste agli ufologi, "quando improvvisamente la mia 127 si bloccava, in panne. Scesi dalla vettura per controllarne il motore ed in quel momento scorsi, nel bosco, due strane figure accanto ad un traliccio. Confesso di non avere prestato grande attenzione ai due; pensavo fossero due operai dell'ENEL, nonostante la stranezza del loro abbigliamento. Rientrai in macchina; la vettura riprese a funzionare e mi allontanai. Ma il giorno dopo, ripercorrendo lo stesso tratto, mi imbattei nuovamente nelle due figure. Questa volta le osservai con maggiore attenzione. Uno era alto due metri e cinquanta ed era massiccio, l'altro più piccolo; indossavano delle tute erano luminosi. Ancora una volta la vettura si bloccò e ripartì solo quando le due misteriose figure, incuranti della mia persona, si dileguarono dentro il bosco". Diversi automobilisti di passaggio nella zona segnalarono agli ufologi quelle eteriche presenze. E non era finita così. "In quei giorni", mi ha raccontato il collega Massimo Ferrante, ufologo milanese, "Bruno Barbieri, vigile urbano di Busalla, aveva notato dalla finestra della sua abitazione, che guarda verso Bastia, la presenza di una luce fissa di color azzurro che occhieggiava in distanza del bosco. La cosa lo incuriosì molto, dato che sapeva benissimo che nella zona non c'erano assolutamente fonti luminose. Recatosi sul posto, il vigile si inoltrava nel bosco dove, con notevole sorpresa, scopriva una grande devastazione. Devo premettere che in quella parte del bosco passava una linea di corrente ad alta tensione, collegata ad una cabina poco distante. I pali di sostegno si inoltravano nel fitto della vegetazione e attraversavano il bosco, sino alla strada. Barbieri si trovò improvvisamente dinanzi un'ampia zona distrutta come dalla caduta di un aereo. I pali della luce erano stati tranciati o scalfiti. Uno era stato spezzato alla base e penzolava, sostenuto dai fili dell'alta tensione. Gli isolatori di un altro palo, abbattuto del tutto, dondolavano a mezz'aria. Sembrava proprio che qualcosa venuto dall'alto fosse passato a bassissima quota, sugli alberi, travolgendo ogni cosa. Un UFO?".

Un evento simile potrebbe essersi verificato nei boschi di Tarquinia, Lazio, nella seconda metà del gennaio 1997. Gli ufologi della sezione romana del CUN hanno difatti individuato una zona devastata nella pineta dell'Università Agraria di Tarquinia, fra Tuscania e Montalto di Castro. Alberi sradicati, terreno bruciato e piante abbattute lungo un'immaginaria ellisse hanno spinto diversi miei colleghi a sospettare, se non proprio un UFO crash, il passaggio violento e devastante di un disco volante fuori controllo. Come era già successo, forse, vent'anni prima in Liguria.