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Testimonianze UFO nel passato remoto

ASTRONAVI NELLA NOTTE DEI TEMPI

In tutto il mondo quadri, incisioni e cronache librarie riportano dell'apparizione di carri volanti sulle principali città del pianeta. É possibile che gli extraterrestri stiano studiando la Terra già da molti secoli? E che magari abbiano addirittura creato l'uomo? Di quest'idea sono i convinti sostenitori di una rivoluzionaria branca ricerca, l'archeologia spaziale.

Se ripercorriamo la storia passata con gli occhi aperti, ci imbattiamo in una quantità di prove che indicano che in passato alcuni cosmonauti hanno visitato la Terra. Questa è almeno l'idea dello studioso di mitologia tedesco Rudolf Steinhäuser, che aggiunge: "Questi cosmonauti hanno soggiornato sulla Terra, hanno insegnato agli uomini, hanno trasmesso loro conoscenze, li hanno portati con loro e in certi casi si sono mescolati a noi, mentre altre volte ci hanno annientato, come nel caso di Sodoma e Gomorra. Mitologia? No, ci troviamo dinanzi a indicazioni che non sono prove conclusive e che a tutta prima sembrano frutto di un'immaginazione sfrenata, ma poi, dopo una matura riflessione, queste diventano illuminanti".

Il culto del cargo

Le prove alle quali lo studioso tedesco fa riferimento sono state raccolte e catalogate per anni da diversi ricercatori in tutto il mondo, in Francia da Robert Charroux, in America da Zecharia Sitchin, in Inghilterra da Raymond Drake, in Australia da Andrew Tomas e in Svizzera dallo scrittore Erich Von Daeniken, le cui teorie sugli astronauti scesi nella preistoria hanno fatto scuola e hanno portato alla costituzione di un apposito gruppo scientifico di studio, l'Ancient Astronaut Society. L'idea basilare di quella che è stata ribattezzata fantarcheologia, archeologia misteriosa o spaziale è che nel passato remoto visitatori da altri pianeti siano scesi sulla Terra per portare la civiltà ai nostri barbari antenati. Questi ultimi, ovviamente privi di qualsiasi cognizione scientifica, scambiarono gli astronauti alieni per divinità a bordo di 'carri volanti' e si prostrarono in adorazione. E quando gli spaziali se ne andarono, i terrestri costruirono idoli e monumenti che ricordavano ciò che Von Daeniken chiama i 'carri degli Dei'. "Un fenomeno del genere", ha dichiarato il documentarista tedesco Harald Reinl nel video 'Gli extraterrestri torneranno' "si è ripetuto durante la Seconda Guerra Mondiale, quando alcuni piloti americani atterrarono in certe isole del Pacifico, tagliate fuori dal mondo, e costruirono basi di rifornimento e campi di atterraggio avanzati. Alla fine della guerra i soldati se ne andarono, ma gli indios, che erano fermi all'età della pietra e che avevano scambiato gli americani per divinità, costruirono dei feticci di paglia e bambù, sperando di richiamare in questo modo 'gli dei' con le loro fortezze volanti".

Questo curioso fenomeno antropologico è stato ribattezzato 'culto dell'aereo' o 'culto cargo' e, secondo Von Daeniken, si sarebbe ripetuto infinite volte nella nostra storia passata, al punto che moltissime costruzioni e raffigurazioni sparse per il mondo testimonierebbero il ricordo mitizzato di questi antichissimi incontri ravvicinati.

Clipei ardentes nella Roma dei Cesari

Fra le molte testimonianze presunte di questo tipo, i cultori dell'archeologia spaziale citano un razzo con alettoni inciso sulla pietra tombale del nobile Katsuhara a Matsubase in Giappone, il 'trono di Dio' apparso al profeta Ezechiele nel deserto, il 'carro volante' che rapì Elia nel cielo, la strana sagoma di astronauta incisa in una pietra tombale a Palenque in Messico.

Sfortunatamente molte di queste testimonianze ben difficilmente possono essere considerate prove di un incontro ravvicinato nel passato. Troppi secoli e troppa fantasia ci separano dai nostri antenati. "Occorre fare pulizia di tutte le false informazioni", ci ha dichiarato lo studioso rumeno Ion Hobana, uno dei più seri e documentati esperti della materia, "cercando di risalire alle fonti originali. É quello che io ho fatto nel mio libro 'Enigme pe cerul istoriei'. Ho cominciato con l'eliminare tutti i falsi enigmi creati inconsciamente dai seguaci di Von Daeniken, quindi ho cominciato a selezionare e a catalogare le restanti centinaia di avvistamenti UFO nel passato, presenti soprattutto nelle riviste di astronomia del Settecento e dell'Ottocento. Il mio lavoro di 'pulizia' si ferma qui. Una volta puntualizzati i casi più credibili, tocca agli scienziati dare una spiegazione o una risposta definitiva".

Fra le testimonianze attendibili, Hobana cita il 'diluvio di stelle' che il 1º gennaio 1254 terrorizzò gli abitanti di Soun Albans, nel Middlesex; l'apparizione di due giganteschi scudi volanti sopra Amburgo, il 4 novembre 1697; il fuso volante avvistato in St.James Park, Londra, il 16 dicembre 1742 da un membro della Reale Società di Westminster.

Questo tipo di ricerca seria, nato dalle ceneri dell'archeologia spaziale, ha preso il nome di 'clipeologia', un neologismo tratto dai clipei ardentes, gli scudi infuocati che sorvolavano la Roma imperiale e che vennero descritti nelle cronache di Tito Livio e nel catalogo di Giulio Ossequente. Quest'ultimo studioso, vissuto nel IVº secolo dopo Cristo, ha raccolto centinaia di eventi anomali e 63 apparizioni celesti, che oggi chiameremmo ufologiche, nel 'Libro dei prodigi'. Vediamo alcuni esempi. "Nel 167 a.C. sopra Lanuvio fu vista una torcia nel cielo; nel 163 a.C. a Capua fu visto il sole la notte, mentre a Fiorini la gente scorse due soli nel cielo; nel 154 a Compsa furono viste in cielo schiere armate; torce volanti comparvero a Preneste e Frosinone nel 137 e 127 a.C.".

Testimonianze rinascimentali

Molto interessanti, per uno studio storico dell'ufologia, sono le decine di raffigurazioni medievali e rinascimentali presenti in quadri, arazzi e pale lignee, che mostrano ordigni straordinariamente simili ai moderni dischi volanti. In un arazzo in lana e seta del 1303, ad esempio, si nota un classico UFO in volo sopra la città, alle spalle di tre nobildonne. L'arazzo è attualmente conservato nella Basilica di Notre-Dame a Beaune, in Francia. Un globo infuocato guardato con attenzione da una guardia a cavallo è riprodotto in una Bibbia Urbinate del XVº secolo conservata in Vaticano e globi altrettanto strani, che il senso comune identifica nella 'nuvola di Dio', compaiono in due quadri, la 'Madonna con Bambino' di Filippino Lippi e l'Annunciazione' di Carlo Crivelli. E infine, in un medaglione dipinto nel Seicento da Charles Le Brun per Luigi XIV di Fiandra si vede un razzo in volo. Sul medaglione c'è una scritta curiosa in latino, splendet et ascendit, splende e sale... Queste raffigurazioni sono presenti in tutte le culture. Gli UFO dell'antichità venivano visti in tutto il mondo. I romani, che erano un popolo guerriero, li chiamavano scudi volanti, i cristiani croci infuocate, i persiani tappeti volanti; i tibetani parlavano di cubi magici chiamati duracapalam e i popoli mesopotamici vedevano gli dei in volo su un paio di gigantesche ali.

Venendo a tempi più recenti, Benvenuto Cellini, nell'ottantaquattresimo capitolo della sua autobiografia, descrive minuziosamente la comparsa di una gran trave di fuoco sopra Firenze. Un ordigno pressoché identico venne scorto in Spagna il 19, 20 e 21 febbraio 1465. E nella 'Historia Ecclesiastica Gentis Anglorum' del venerabile Beda, un monaco erudito del VIIº secolo, si racconta di quando, una notte del 664, il monastero di Barkong sul Tamigi venne messo in agitazione da una strana luce scesa dal cielo. Alcune monache che stavano pregando accanto al cimitero scapparono terrorizzate, dopo che dal misterioso disco partì un fascio di luce che le investì in pieno.

Queste apparizioni dunque non sono tipiche soltanto di questo secolo, senza per questo arrivare a sostenere, come fanno i 'daenikenisti', che l'uomo è stato creato dagli extraterrestri.

Di questa idea si è detto sicuro, nel 1990, un cattedratico sovietico, il professor Vladimir Shcherback, un bizzarro personaggio convinto che l'uomo di Neanderthal provenisse da Atlantide, che ha dichiarato alla stampa: "Ho studiato l'immagazzinamento delle informazioni genetiche nel nostro organismo e ho scoperto che il nostro DNA si combina in base ad una sequenza vecchia di tre miliardi e mezzo di anni e che per questo anteriore alla comparsa della nostra stessa vita sul pianeta. Dunque, la nostra struttura genetica viene 'da fuori'. In altre parole, l'uomo è stato programmato nello spazio dagli extraterrestri".