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DALL'AMERICA VIA INTERNET UFOLOGO PENTITO AMMETTE L'ERRORE

False le foto del viso su Marte

I recenti rilevamenti fotografici hanno permesso di immortalare in maniera assai più chiara le strane strutture su Cydonia, che dal 1976 fanno discutere scienziati ed ufologi, questi ultimi convinti che sul pianeta rosso un'antica civiltà lasciò tracce indelebili nella roccia.

Marte torna a far parlare di sé. Principalmente grazie al film "Mission to Mars" di Brian De Palma (ma se ne attende uno nuovo, sempre sul tema). "Mission to Mars" ha, per gli ufologi, il grosso pregio di resuscitare alcune tematiche care ai cultori dell'esistenza di civiltà aliene nello spazio. Nella pellicola si fa esplicito riferimento alla faccia su Marte, fotografata dal Viking nel 1976 e che oggi sappiamo essere soltanto una insolita formazione rocciosa. Nella sua pellicola De Palma immagina l'anno 2020; un equipaggio della NASA atterra con successo sul pianeta rosso (la ricostruzione dell'ammartaggio è basata sulle reali simulazioni dell'ente spaziale americano). Però un vento misterioso ed inquietante provoca una catastrofe e distrugge buona parte dell'equipaggio della Missione Mars One. dalla Terra viene lanciata una seconda squadra di astronauti che impiegherà sei mesi prima di arrivare su Marte e scoprire quello che è accaduto,. Non vi riveliamo nient'altro per non guastarvi il finale della pellicola, presto in videocassetta (non avendo riscosso poi l'enorme successo sperato). Ciò che ci interessa sono invece i risvolti ufologici, quali i contrafforti marziani, cavallo di battaglia dell'ufologo americano Richard Hoagland.

BALLE SPAZIALI

Formazioni geologiche naturali, dicevamo. La faccia su Marte - lo hanno rivelato le più recenti missioni spaziali - non esiste; quella del '76 era solo un gioco di luci ed ombre su una collina naturale: molti ufologi continuano a negare questa spiegazione, nonostante l'evidenza, e citano le altre strutture (una cittadella, una piramide) presenti nella zona di Cydonia. E qui c'è una novità. Mark Carlotto, uno dei più fidati collaboratori di Hoagland e sino a ieri accanito sostenitore dell'esistenza delle strutture artificiali, ha fatto marcia indietro. Ha ottenute nuove immagini dalla missione

Mars Global Surveyor e dalla sonda Near Earth Asteroid Rendezvous /Shoemaker (ma in realtà alcune foto erano già disponibili dall'aprile del 1998, prive delle distorsioni geometriche precedenti; bisognava solo farle saltare fuori dagli archivi NASA); e si è reso conto che anche la fortezza triangolare altro non era, rifotografata, che una collinetta che sembrava artificiale solo per un curioso gioco di ombre. Ed alla fine ne ha concluso che le tanto celebrate immagini altro non fossero che errori d'interpretazione. Non meno fortuna stanno avendo le altre immagini che gli ufologi americani stanno veicolando in questi mesi in Rete, pur di avvallare la tesi della vita marziana. Ad una più sofistica analisi al computer esse si rivelano solo dei falsi grossolani. Il pianeta rosso può attendere.