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UN ROBOT IN MEZZO AI VIGNETI

di Alfredo Lissoni - Lirio (Pavia), 8 luglio 1993, ore 10. Domenico Casarini, un agricoltore sessantenne dell'Oltrepò pavese, sta tranquillamente arando la terra del suo minuscolo vigneto quando, improvvisamente, vede comparire tra i filari uno strano robot umanoide. "Era alto due metri - dirà in seguito - ed era coperto da una tuta a scaglie color cenere. Aveva delle luci sul petto e sulle gambe e due occhi rossi simili a dei fari, da cui partiva un fascio di luce diretto contro la mia faccia. Sono rimasto bloccato dallo stupore per alcuni secondi e poi, ripresomi, ho cominciato ad armeggiare nel cassetto della motozappatrice, cercando un arnese con cui difendermi. In quel momento, intuendo le mie intenzioni, quel robot mi ha detto, con una voce che sembrava un nastro registrato: 'Con il fucile non mi fai niente. Siamo in quattordici. Stai calmo o ti lancio una pinna velenosa' o qualcosa del genere. E poi si è alzato in volo, scomparendo dietro una fila di alberi". A questo punto Casarini è corso nell'unico bar del paese (Lirio conta sì e no duecento anime) a raccontare l'accaduto ad un amico. Immediatamente la notizia faceva il giro dei paesi vicini (anche perché in quei giorni l'Oltrepò era meta di decine di dischi volanti) e, il giorno dopo, una volante con a bordo due carabinieri e due non meglio identificati agenti in borghese prelevava Casarini e lo portava nella caserma della vicina città di Stradella. Sottoposto ad un pressante interrogatorio durato due ore da parte di un carabiniere palesemente scettico, Casarini avrebbe infine sbottato: "Se mi credete bene, sennò lasciatemi in pace e riportatemi a casa". Ma di pace l'agricoltore pavese ne avrebbe avuta poca, dopo la pubblicazione dell'evento. Continue telefonate notturne, minacciose ("Veniamo a bruciarti la casa") avrebbero costretto l'agricoltore a scomparire per un po' dalla circolazione. Il suo caso, investigato da decine di gruppi ufologici, da scienziati scettici e da membri delle Forze Armate, provata la sincerità del testimone, venne classificato come 'non spiegato'.