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IL PAPA ACCREDITA LA VITA EXTRATERRESTRE

Di Alfredo Lissoni. Dal libro "UFO i files vaticani" (Mir edizioni)

Era il primo pomeriggio di venerdì 9 giugno 2000 quando il telegiornale scientifico di RaiTre, Leonardo, a proposito della ripresa delle missioni spaziali statunitensi, dichiarava che papa Wojtyla si era espresso favorevolmente all'esplorazione dello spazio, non escludendo l'esistenza di altre forme di vita nell'universo. Poiché non è stato possibile ottenere una conferma della notizia direttamente dall'Ufficio Stampa vaticano, non sono un grado di avvallarne la veridicità; essa, vista la portata dell'affermazione, in bocca al Pontefice avrebbe un peso altamente rilevante, quasi epocale, addirittura rivestirebbe un particolare significato considerando che tale presa di posizione sarebbe stata ufficializzata poche settimane dopo la rivelazione del "Terzo segreto di Fatima" (tenuto celato per quasi un secolo e da molti ritenuto, erroneamente o meno, collegato anche agli UFO); in ogni caso, l'episodio era da inquadrarsi in un clima di maggiore apertura ecclesiastica verso la divulgazione di "idee innovative" rivolte alle masse. Doveva comunque esserci del vero, in quella notizia, visto che subito dopo il SETI vaticano (il gruppo di studio ecclesiastico di ricerca di vita aliena tramite ascolto di radiomessaggi) riconosceva l'esistenza di angeli ed alieni! A parlare era padre José Luis, che aveva stupito le folle con una scottante affermazione: "Gli extraterrestri esistono e sono nostri fratelli", raccontava al giornalista scientifico Franco Foresta Martin (per il Corriere della sera del 13 giugno 2000, http://www.cun-italia. net/news/newvatican.htm). Padre Funes, un gesuita argentino all'epoca di 36 anni, è un personaggio di grande rilievo: non ha soltanto due lauree (una in astrofisica ed una in teologia), è noto per avere osservato e fotografato (assieme a Michele Cappellari) le galassie S0-Sa nel maggio del '99, e soprattutto è stretto collaboratore di padre Coyne, il gesuita che segue il progetto SETI per conto del Vaticano. Funes fa parte del VATT (Vatican Advanced Technology Telescope), la sezione del Gruppo di Ricerca dell'Osservatorio Vaticano, di stanza a Tucson, Arizona, nell'ambito del progetto "Stargate" (nome altamente evocativo, se si pensa che ricalca pedissequamente non soltanto una celebre pellicola fantascientifica che ipotizzava che gli alieni avessero disseminato il cosmo di civiltà umanoidi, ma anche il codice di un progetto segreto americano CIA sulla parapsicologia). Del progetto fanno parte i gesuiti Richard Goyle, scienziato, e Chris Corbally, vicedirettore del Gruppo. Funes ha pubblicato uno studio basilare su Dischi galattici e galassie a disco (tema del convegno organizzato a Roma dalla Specola Vaticana nella Pontificia Università Gregoriana dal 12 al 16 giugno assieme a padre George V. Coyne, Enrico Corsini e Francesco Bertola dell'Università di Padova, maestro di padre Funes). "In una tipica galassia, un ammasso di cento miliardi di stelle, ci potrebbero essere moltitudini di pianeti gemelli della Terra, con esseri viventi come noi", ha dichiarato il giovane gesuita al Corriere della sera, esprimendo sì opinioni personali, ma pesanti come macigni. "Se, come io credo, essi esistono, possono essere considerati fratelli della creazione. Io penso che negli altri pianeti del sistema solare esistono solo forme molto primitive, come batteri o virus. Le civiltà evolute sono lontane, per ora invisibili e irraggiungibili, come gli angeli, anche essi fratelli della creazione".

Il silenzio dell'Ufficio Stampa vaticano, del resto, è comprensibile: si dice che esso tenda a non rispondere a domande particolarmente "scottanti" (come quelle sugli UFO), per evitare strumentalizzazioni. Vero o falso che sia, gli esempi non mancano. Da anni circola infatti la voce dell'incontro segreto fra papa Giovanni ed il guru contattista americano George Adamski, che diceva di parlare con i venusiani. Adamski visitò effettivamente il Vaticano, ma da questo a dire che fosse stato ricevuto perché era un emissario degli alieni ce ne corre; e sono molti i millantatori ed i disturbati mentali che cercano udienza da parte della Santa Sede, come pure tanti sono i settari ed i fanatici dell'occulto che strumentalizzano i settimanali accessi pubblici in Vaticano, o le lettere di risposta dell'Ufficio Stampa ecclesiastico, per accreditare e veicolare bizzarre teorie a scopi pubblicitari (come il caso di un signore che sosteneva di avere le prove del passaggio di un demonio alieno in Brianza). Sul mistero degli UFO le autorità ecclesiastiche si erano pronunziate già nel 1950 (e nel 1957 padre Ulderico Magni aveva tenuto una conferenza negli Stati Uniti ed aveva parlato di UFO e vita extraterrestre ad una platea di militari). Il giornale napoletano Il mattino dell'1 aprile 1950, commentando degli avvistamenti occorsi sul capoluogo, uno dei quali notato anche dall'astronomo Salvatore Aurino, intervistava padre Giovanni Battista Alfano. "Il Maestro", riferiva il quotidiano di Napoli, "che oggi conta 72 anni ed è in pieno rigoglio di mente e di corpo, ci disse che i dischi volanti potevano essere un ritrovato scientifico in via di esperimento da potersi usare in guerra come mezzo di distruzione. Aggiunse anche che, in molti casi, poteva trattarsi anche di un fenomeno ottico. Ma niente marziani ed assolutamente mai pensare ai marziani". Con una buona dose di simpatica ingenuità, già superata dalle moderne esplorazioni astronautiche, il prelato riferiva al quotidiano proseguiva:" Marte dista dalla Terra molti milioni di chilometri. Per raggiungere la Terra da Marte ci vorrebbe una velocità straordinaria. Si dovrebbe, innanzitutto, poter attraversare la zona che si trova tra i due pianeti e che si chiama appunto interplanetaria. In questa zona la temperatura è di 373 gradi sotto zero; ed ivi il ferro si sgretola, tutti i corpi diventano fragili, il metallo più duro si annulla. Figurarsi il corpo umano. Questo si polverizzerebbe addirittura!". Concludeva il cronista: "Allora niente da pensare ad esseri umani provenienti da Marte. Fin qui le delucidazioni del Padre Alfano. Si tratta di gentili ritrovati, allora, che l'umanità stessa si diverte ad esperimentare affinché, al momento opportuno, li può usare per autodistruggersi. Da qui si vede che sono sempre e solo gli uomini i più potenti distruttori e disgregatori dell'umanità, superando il terremoto, le epidemie e le altre calamità del genere. Che Iddio ce la mandi buona!".