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La storia occulta del mondo

UFO, OPERAZIONE SORVEGLIANZA

Gli UFO spiano le sorti dell'umanità? E decidono di intervenire in maniera più o meno palese nei momenti critici della nostra storia? Di questa idea fu un autorevole console italiano, il dottor Roberto Perego di Roma, che per anni si battè per raccogliere le prove che i dischi volanti si mostravano a noi lanciandoci un monito di fratellanza universale.

Alfredo Lissoni

É il 17 luglio 1990 ed il presidente iracheno Saddam Hussein aggredisce il Kuwait, causando l'immediata risposta americana. Scoppia la Guerra del Golfo, che si trascina per molti mesi con fasi alterne. Dapprima il presidente iracheno sembra indistruttibile (tutti i tentativi per ucciderlo, messi in atto dagli americani, vanno a vuoto); poi il generale statunitense Schwartzkopf scatena l'operazione 'tempesta nel deserto', bombardando dal cielo e dal mare Baghdad, ininterrottamente. La scesa in campo dell'imponente apparato bellico americano (aerei invisibili, missili intelligenti, satelliti) scatena la protesta del mondo islamico, che in massa minaccia ritorsioni contro gli Stati Uniti. Il mondo è per un attimo sull'orlo del disastro nucleare, sullo scatenarsi della terza guerra mondiale. Ed ecco che in quei giorni qualcuno che sembra vegliare o sorvegliare le mosse dei terrestri, si muove dall'alto per cercare di rimettere a posto le cose.

Improvvisamente sopra i territori in lotta fanno la loro comparsa gli UFO, creando notevoli fastidi sia alle forze armate irachene che a quelle americane.

Il 18 gennaio 1991 una palla di fuoco proveniente da ovest sorvola molto lentamente le città ebraiche, facendo scattare tutti gli allarmi e costringendo gli israeliani, che temevano un attacco missilistico, a nascondersi nei rifugi antiatomici. Tempo dopo un altro oggetto comincia ad evoluire sul perimetro di guerra kuwaitiano, proprio mentre un giornalista americano sta commentando in diretta, davanti alla telecamera, le fasi della battaglia. E così milioni di persone nel mondo possono vedere quello strano oggetto brillante, luminoso, che ronzava intensamente e che in maniera molto sfacciata sembra voler attirare l'attenzione delle televisioni. "Non sappiamo se si tratti dell'attacco di uno Scud, di un aereo nemico, di una cometa o di un UFO", si lascia scappare in diretta il giornalista.

Nello stesso periodo un oggetto luminoso si intrufola in una formazione di caccia americani, creando evidenti disturbi e lasciandosi fotografato spudoratamente.

I dischi volanti non risparmiano nemmeno l'artiglieria irachena, che una notte apre inutilmente il fuoco verso dei bersagli invisibili, nel cielo e che, nel mese di marzo, viene messa in allarme per la presenza di "misteriose scie brillanti, che virando a 90, sorvolavano per circa cinque minuti la città di Dubai".

 

IL BATTAGLIONE SCOMPARSO

 

Se tutti questi 'incidenti' non fossero bastati a convivere le forze in lotta a scendere a più miti consigli, l'episodio che segue dovette avere un peso rilevante nella cessazione delle ostilità.

Gli americani erano da poco sbarcati nel deserto kuwaitiano e stavano puntando verso la capitale. La loro avanzata era protetta da aerei e carri armati, dinanzi ai quali gli iracheni sembravano fuggire. In realtà le forze di Schwartzkopf stavano per cadere in una trappola diabolica ideata sa Saddam Hussein. Due battaglioni iracheni armati sino ai denti e composti da qualche centinaio di camion e cingolati stavano manovrando 'a tenaglia' attorno al nemico: l'ordine era di allargarsi ai lati delle truppe di liberazione per accerchiare gli americani. I due squadroni avrebbero dovuto ricongiungersi in una zona strategica del deserto iracheno, imprigionando in un cerchio di carri armati le truppe nemiche. Una mossa vincente, senza dubbio. Ma qualcosa dovette andare storta. I due battaglioni si incontrarono effettivamente all'ora stabilita, ma quel che successe dopo rimane tuttora un mistero. Poco tempo dopo gli aerei americani sorvolavano la zona dell'incontro e, con grande stupore, avvistavano (e filmavano) centinaia di camionette e panzer abbandonati in fila, perfettamente ordinati lungo una retta di qualche chilometro. Degli oltre duecento uomini non c'era più traccia. A terra gli ispettori militari non trovarono affatto tracce di una fuga precipitosa, come cadaveri, vestiti o armi abbandonate, impronte di scarponi. Sembrava che, nel giro di poche ore, centinaia di soldati si fossero smaterializzati, scomparendo nel nulla. E nulla più si seppe di costoro.

Poiché era impensabile che un intero battaglione sopravvivesse nel deserto senz'acqua né viveri, e visto che i corpi dei soldati non vennero mai più trovati, i giornali arabi immaginarono l'esistenza di una terribile, nuova arma segreta statunitense, una bomba in grado di sciogliere i corpi.

A guerra finita il Pentagono cercò di ignorare questo episodio (anche perché la leggenda dell'arma segreta funzionava come deterrente psicologico), ma in seguito si seppe che una sorte analoga l'avevano subita, il 1 febbraio 1991, 50 mezzi statunitensi, partiti da una base segreta dell'Arabia Saudita, e volatizzatisi allo stesso modo.

Poche settimane dopo questi incidenti Saddam interrompeva improvvisamente le ostilità e l'America dichiarava che la guerra era finita.

 

IL CONSOLE MATTO

 

Episodi come quello sopra narrato sono stati raccolti a centinaia, dal 1947 ai primi anni Settanta, dal console romano Alberto Perego. Questo originalissimo personaggio, da tempo deceduto, si diceva convinto che i dischi volanti interferissero pesantemente nella nostra politica estera, in piena guerra fredda, per placare gli animi dei leader politici (che ovviamente erano al corrente dell'esistenza degli alieni) e per spingere i paesi più bellicosi a ravvedersi. "I dischi volanti, con le loro repentine apparizioni, ci vogliono dare un monito antinucleare, vogliono indurre chi detiene il potere a cessare gli esperimenti atomici e le ostilità belliche; gli extraterrestri stanno cercando di farci capire che siamo tutti fratelli in uno stesso pianeta e stanno cercando di elevarci spiritualmente, facendoci abbandonare la nostra aggressività", soleva ripetere Perego, che spese gran parte della sua vita a raccogliere testimonianze e dossier che provavano di continui interventi UFO nei momenti critici dell'umanità.

Sebbene la tesi di Perego alla fine risultasse oltremodo forzata (ogni luce nel cielo diventava, per il console, un monito a qualche Paese. Questa ostinazione valse a Perego l'immeritato soprannome di 'console matto'), è comunque curioso notare come l'ipotesi dei 'sorveglianti cosmici' sia recentemente tornata di moda negli ambienti ufologici, circa le abductions. Una celebre rapita americana, la signora Betty Andreasson, sostiene che i Grigi le si sarebbero presentati come 'i veglianti' (watchers) ed in un altro caso di abduction, verificatosi in Canada nel 1991, il sequestrato di turno, prendendo spunto dai suoi rapitori, assunse lo pseudonimo di 'Guardian'.

 

INTERFERENZE ALIENE

 

Oggi, se fosse stato ancora vivo, il console Perego avrebbe trovato nuovo materiale per i propri dossier, sul finire della guerra fredda e con il crollo del comunismo.

L'11 luglio 1990, prima del grande esodo degli albanesi dal proprio Paese, durante una manifestazione di piazza dedicata al premier Hall, su Tirana faceva la sua comparsa un gigantesco sigaro volante che sfrecciava infuocato sopra le teste dei dimostranti. Lo stesso oggetto, o uno analogo, compariva a Berlino Est mentre i tedeschi abbattevano il muro di Berlino.

Ancora, durante il golpe in URSS, uno strano fenomeno faceva gridare la folla la miracolo. Il 20 agosto 1991 i golpisti che avevano incarcerato Gorbachov ordinavano ad una formazione di caccia di mitragliare la folla assiepata nella Piazza Rossa di Mosca, che protestava contro il colpo di stato. Pochi istanti dopo sulla capitale si formava inspiegabilmente una strana nebbia densissima, che sabotava la missione. "É stato un segno divino", commentava il giorno dopo un sacerdote moscovita.

Di intervento satanico parlava invece il premier libico Gheddafi, ai tempi dell'attacco aereo americano su Tripoli nell'aprile 1986, quando le proprie postazioni antiaeree vennero messe fuori uso dai dischi volanti. Permettendo così ad una squadriglia aerea americana di bombardare indisturbata la capitale, convincendo Gheddafi a capitolare e a non scatenare la terza guerra mondiale.

In tempi recenti i dischi volanti hanno spiato tutte le missioni spaziali, sia russe che americane; hanno sorvolato il reattore di Chernobyl all'epoca del tragico incidente; hanno inseguito l'aereo del presidente Reagan, quando era ancora un semplice governatore; hanno disegnato una croce greca durante l'Angelus di Paolo VI in piazza S.Pietro; sono comparsi sul Campidoglio nel '52 e sulla Piazza Rossa nel '90; hanno evoluito sopra Roma all'epoca dell'incontro fra Kennedy e Papa Roncalli e durante il summit fra il presidente Gronchi ed il generale De Gaulle. Dulcis in fundo, si sono lasciati avvistare, alti nel cielo, dal presidente Carter, da Carlo d'Inghilterra, da Amin Dada e persino da un terrorizzato ayatollah Khomeini. Quasi a dire: Rigate dritti, terrestri; noi vi sorvegliamo.