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INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO NEL PASSATO

di Alfredo Lissoni (tratto da "UFO i dossier del Vaticano, Mir Edizioni)

Un racconto decisamente insolito ci è stato tramandato dal celebre matematico Gerolamo Cardano, occultista e fisico, che sosteneva di avere più volte sentito narrare dal padre Fazio questa strana storia: "13 agosto 1491. Quando ebbi terminato i riti abituali, all'incirca alla ventesima ora del giorno, esattamente sette uomini mi apparvero, vestiti di abiti serici, che somigliavano alle toghe dei greci, e che portavano anche dei calzari splendenti. Le vesti che indossano sotto il pettorale brillante e rosso sembravano tessute di scarlatto ed erano di straordinaria bellezza. Tuttavia non erano vestiti tutti in tal guisa, ma solo due, che sembravano appartenere a un rango più nobile degli altri. Il più alto, dal colorito rubicondo, era accompagnato da due compagni, e il secondo, dal colorito più chiaro e più piccolo di statura, da tre compagni. Così in tutto erano sette". Fazio Cardano precisava che i visitatori potevano avere tra i 30 e i 40 anni, "portati bene". Quando chiese loro chi fossero, questi dissero d'essere uomini fatti d'aria e soggetti alla nascita e alla morte. "Comunque, la loro vita era più lunga della nostra e potevano campare sino a trecento anni. Interrogati sull'immortalità della nostra anima, affermarono che nulla sopravvive dell'individuo, che sia personale. Quando mio padre domandò perché non avessero rivelato agli uomini i luoghi ove si trovavano i tesori, risposero che ciò era loro vietato in virtù di una legge speciale che condannava alle più pesanti ammende colui che avesse comunicato quelle informazioni agli uomini" (oggi questo mito ricompare nella richiesta agli alieni di altri "tesori": i segreti per viaggiare nello spazio o la cura per le più gravi malattie del mondo; N.d.A.). Prosegue Cardano: "Essi restarono con mio padre per più di tre ore. Ma quando egli pose la questione della causa dell'universo, non si trovarono d'accordo. Il più alto rifiutava di ammettere che Dio avesse creato il mondo eterno. Al contrario, l'altro soggiunse che Dio avesse creato a poco a poco, di modo che, se avesse smesso di farlo, non fosse che per un attimo, il mondo sarebbe perito. Che sia realtà o favola, questo e quanto." Il resoconto è davvero insolito, se lo si mette a confronto con le moderne narrazioni degli "incontri ravvicinati" con alieni; il parallelismo è pressoché totale. Molte persone nel mondo sostengono di avere incontrato degli spaziali perfettamente umani, con i quali si sarebbero intrattenuti a dialogare. Questi esseri, in tutto simili a noi, sarebbero stati inizialmente scambiati per dei terrestri e solo in seguito, grazie ad una loro ammissione ed alle conoscenze che avrebbero rivelato, sarebbero stati identificati in... alieni. Il padre di cardano aveva vissuto dunque un incontro ravvicinato?

Le cronache medievali e rinascimentali sono peraltro piene di "leggende" circa navi volanti le cui ancore si incagliavano nei tetti delle case, costringendo i visitatori del cielo, vestiti curiosamente da "marinai dell'epoca", a scendere a terra per liberare i vascelli volanti; questo curioso "mito", dietro al quale potrebbe celarsi ben altro, si ripropose nel XIX° secolo con le immagini di misteriosi dirigibili (ma all'epoca i dirigibili non esistevano) o "airships" dalle quali uscivano piloti con costumi ottocenteschi; un'intera "ondata" di avvistamenti interessò gli Stati Uniti nell'aprile del 1897 (ed addirittura di disse che una di queste airship si sarebbe schiantata ad Aurora in Texas contro un mulino; il suo pilota, un umanoide di un metro e mezzo, sarebbe stato sepolto nel cimitero locale; inutile dire che le successive indagini degli ufologi non hanno portato ad un nulla di fatto, salvo rintracciare anziani testimoni che dicevano di ricordare l'evento), ma anche la Russia, come leggiamo sul Corriere di Napoli del 22 settembre 1897, che riferiva di un "aerostato veduto il giorno 11 a sera dal villaggio di Antziferowskoja dal deportato Hempel, sul suo orizzonte. Hempel dice di aver veduto un aerostato della grandezza di una grossa mela risplendente e brillante di luce. Fu visibile per 5 minuti e disparve poi abbassandosi verso l'orizzonte dietro le nubi". L'iconografia delle airships venne in seguito rielaborata dai romanzieri europei, e ricompare nelle storie di fantascienza dell'inglese George Griffith (che nel giugno 1900 pubblicò, sul tabloid Stories of other worlds, le avventure marziane di un equipaggio a bordo di una "astronef" sigariforme e con ali; la storia si intitolava "The world of the war God") e di Emilio Salgari (con il suo I figli dell'aria, ristampato nel 1974 da Garzanti).