Make your own free website on Tripod.com

I COMPLESSI MEGALITICI IN EUROPA

INGEGNERIA MEGALITICA

Quattro sono le categorie fondamenteli in cui si dividono i complessi megalitici del nord dell'Europa.

1) Complessi formati da pietre verticali isolate, chiamate anche Menhir.

2) Complessi formati da pietre verticali allineate in file parallele (es. il complesso di Carnac).

3) Complessi di pietre disposte a formare un cerchio, chiamati anche Cromlech (es. Stonehenge).

4) Complessi comprendenti camere sepolcrali, chiamati anche Dolmen (es. Newgrange).

I più importanti siti megalitici del Nord Europa sono concentrati in Inghilterra e in Bretagna. Si tratta di costruzioni che risalgono al periodo Neolitico (circa 4.000 anni fa). Stonehenge è il complesso più noto, ma ve ne sono molti altri altrettanto belli e altrettanto enigmatici:

•Carnac, Bretagna: si tratta di circa 3.000 pietre alte quattro metri, erette e collocate in file parallele come a formare dei viali. È il più grande e straordinario sito megalitico europeo.

•Newgrange, Irlanda: è un'imponente tomba a corridoio perfettamente allineata con il punto in cui sorge il sole nel solstizio d'inverno. Contiene delle misteriose incisioni a spirale incise sulla roccia.

•Avebury, Inghilterra: a non molta distanza da Stonehenge sorgono le rovine di uno straordinario tempio megalitico, un grande complesso religioso di forma circolare che conteneva altri due cerchi più piccoli uno settentrionale e uno meridionale ribattezzati nel '700 Tempio Lunare e Tempio Solare.

In Italia siti megalitici meno imponenti di quelli inglesi e francesi, ma comunque significativi, si trovano in Piemonte (Monte Musiné) in Val d'Aosta (sul San Bernardino) in Liguria (nei pressi di Varazze), nel Lazio (presso Civitavecchia) in Puglia e in Sardegna (a Li Muri). Si tratta di dolmen, cerchi di pietre e monoliti che sono probabilmente stati edificati in seguito ai contatti tra i popoli italici e le civiltà antiche della Francia meridionale. (Questi siti vengono trattati nel dettaglio in altra parte della presente opera.)

Secondo gli studi del professor Alexander Thom, per realizzare i complessi megalitici era stata utilizzata nella maggior parte dei casi un'unità di misura che egli ribattezzò yarda megalitica. Essa corrispondeva a 83 cm. Avvalendosi di questo modulo, gli antichi costruttori avevano creato figure che più che cerchi erano in realtà delle ellissi, con forme ovali e cerchi appiattiti ai poli Queste figure erano fondate su una legge geometrica che implicava l'uso di certi triangoli rettangoli la cui scoperta era stata attribuita nientemeno che alla scuola di Pitagora, che però sorse più di 2.000 anni dopo. Come nella scuola pitagorica, anche nell'ingengeria megalitica era evidente che alcuni numeri usati nella misurazione dei triangoli avevano anche un significato simbolico. Inoltre questo implicava anche la conoscenza del valore di (pi-greco) almeno due millenni prima che il saggio indiano Aryabhata ne facesse menzione nel VI secolo d.C. Per strutture più grandi come Avebury, Carnac e Stonehenge, venne invece usata la pertica megalitica che misurava esattamente due volte e mezzo la yarda megalitica. In tutti i casi l'armonia geometrica è sbalorditiva ...