Make your own free website on Tripod.com

CERCHI NEL GRANO

IL FENOMENO ESPLODE IN LOMBARDIA

Con il ritorno dell'estate, tornano i cerchi nel grano italiani. Se nel 2003 erano una ventina le formazioni segnalate in tre mesi, nel 2004, in un solo mese, abbiamo già raggiunto e superato quel numero. Che sta succedendo, dunque?

di Alfredo Lissoni

Era un afosissimo pomeriggio quando, con il collega Marco Guarisco del CUN Como, pilota, ci siamo recati ad esaminare il crop circles apparso ad Acqui Terme, nell'alessandrino, accanto ad un antico acquedotto romano. Si era da poco spento l'eco del clamore per un'altra formazione apparsa a Rho, nel milanese, che già era ora di rimettersi al lavoro. E così, in un campo di grano, ci siamo imbattuti in una figura di 69,17 metri, simile ad un omino, composta da un primo ovale di 10,80 m. per 11,48. La prima sensazione fu di falso, benché il primo cerchio fosse di buona fattura. La figura era sospettosamente troppo vicina alla strada; sin troppo facile saltarvi dentro (ed in effetti, in un angolo trovammo un ciuffo di spighe piegate proprio come se qualcuno vi fosse balzato sopra); non solo, l'intera figura era stata disegnata seguendo un camminamento preesistente, che dalla strada portava agli antichi ruderi romani. Se si fosse trattato di un agroglifo autentico, perché non disegnarlo proprio in mezzo all'immenso campo, in un punto senza traccia di ingresso? Un corridoio di 31,85 m. per 1.28 ci portava al secondo cerchio, parallelo al primo. Questa seconda figura era perfetta, 6,86 m. di diametro. Dal "bacino" dell'omino si dipartivano ai lati due gambe. Un camminamento, a destra di 16,50x1.10 ci portava in un ovale di 7,20x8,08, da cui di dipartivano altre due appendici con altrettanti cerchi, di 1.65x1.37 e di 5,07x4,36, quest'ultimo con il bordo assai più grezzo. A sinistra, un condotto di 17,08x1 conduceva ad un ovoide, orientato verso nord, di 8,34x8,53, dai bordi un po' irregolari e disegnato sul campo in pendenza. Da quest'ultimo si dipartiva un'ulteriore appendice, di 10,20x0,44, che portava ad un orrendo ovale di 3,18x430, composto da spighe malamente schiacciate e girate in senso orario. Le uniche, in quanto le spighe di tutta la formazione erano state dolcemente piegate in senso antiorario.

IL CROP MODIFICATO

La prima impressione fu di una genuinità solo al 50%, che però scende vertiginosamente se si confronta la figura con quelle successivamente apparse tra Piemonte e Lombardia. La stessa stampa locale aveva espresso forti perplessità. La Stampa, edizione di Alessandria, scrisse il 10 giugno: "Burloni o segno di strane presenze? Mentre ad Acqui ci si interroga sull'origine
dei cerchi nel grano, anche in varie altre parti d'Italia c'è chi in questi giorni si confronta con lo stesso fenomeno. A partire dalla vicina Asti, dove, lungo la strada per San Damiano, a pochi chilometri dalla città, un cerchio è comparso in un campo una settimana fa". E proseguiva: "Una denuncia per i cerchi nel grano - La proprietaria del campo: raccolto distrutto da burloni e curiosi. Non entrate nel campo di grano e non salite sugli archi romani. É l'appello lanciato ieri dal sindaco Danilo Rapetti, dopo che da sabato 5 un campo di grano nelle immediate vicinanze dei resti archeologici è diventato meta di curiosi da tutto in Nord Italia per la presenza di strani cerchi. 'Sono soddisfatto per la presenza in città di numerose persone giunte anche da lontano per ammirare i cerchi', dice Rapetti. Purtroppo, però, mi è stato segnalato che molti curiosi scendono nel campo di grano, che è di proprietà di un privato, compromettendo così il raccolto. Inoltre, altre persone, più spregiudicate, salgono addirittura sulle colonne degli archi romani per fare foto ricordo facendo però cadere le pietre che costituiscono i resti dell'acquedotto romano'. Nonostante sia stata posizionata una bandella in plastica di colore rosso e bianco, molti curiosi , dopo aver lasciato l'auto lungo la statale che collega Acqui e Sassello, continuano a scendere nel campo" (nota curiosa a margine: un pezzetto di bandella, fotografato fuori fuoco, è visibile in una foto pubblicata in Internet ed ha innescato folli speculazioni in chi sul posto non è andato. In un sito nostrano è stato addirittura scritto che potesse trattarsi di... un folletto! N.d.A.). "Abbiamo presentato denuncia contro ignoti ai carabinieri", annunciava la proprietaria del terreno. "Qualcuno che di notte non va a dormire si è preso la briga di tracciare i cerchi nel mio campo, rovinando il raccolto, e i curiosi hanno fatto il resto". Seguiva poi il pezzo più interessante, che confermava definitivamente le supposizioni del collega Marco Guarisco, che aveva optato subito per la falsità dell'agroglifo. Scriveva La Stampa: "Intanto, i cerchi sono passati da quattro a sei: l'altro giorno ne sono infatti comparsi altri due, di dimensioni minori. É opinione comune in città che i cerchi nel grano siano stati realizzati da burloni...". Ricordate gli ovali malamente realizzati, aggiunti come appendici alle "gambe" dell'omino? Ebbene, in uno di quelli sulla destra (quello di 1,37x1,65) Guarisco aveva notato un punto di ingresso: il burlone aveva creato un piccolo camminamento ad "esse", aveva spiccato un balzo e da lì aveva cominciato a piegare il grano; per uscirne, poi, aveva dovuto calpestare le spighe del camminamento in senso inverso a quello di marcia (unico caso, nel pittogramma); chi scrive, percorrendo tutto il passaggio preesistente, che costituiva l'ossatura dell'agroglifo e che proseguiva sin oltre i ruderi romani, si era poi accorto che i circlemakers nostrani avevano cercato, con scarso successo, di creare due piccoli cerchi di prova lontano dalla figura centrale, nascosti dietro le antiche pietre.

L'unico elemento veramente insolito, che mi ha spinto a dare un verdetto al 50%, in attesa dei risultati da laboratorio sulle spighe, è il fatto che nessuno si sia accorto di nulla. Eppure il campo è proprio di fronte ad una cascina, il cui padrone ci ha confermato di non avere né visto né sentito nulla. La notte di venerdì 4 giugno, quando la figura si sarebbe formata, non c'era niente ed il giorno dopo, et voilà. Eppure, ci hanno detto i locali, "venerdì c'era gente in strada sino alle quattro del mattino (c'è un bar, accanto alla sopraelevata che guarda sull'acquedotto), ma nessuno ha visto nulla"; i cani, per contro, hanno abbaiato tutta la notte, ma questo non ha evidentemente scoraggiato gli eventuali costruttori. Un falsario avrebbe dovuto poter lavorare indisturbato, dunque, tra le 4 e le 6 del mattino. Il collega Alessandro Sacripanti ha poi raccolto la testimonianza di un giovane che, la notte di venerdì, mentre percorreva la statale Alessandria - Casale in direzione Casale, ha notato "una specie di palla che emanava un colore violaceo", più o meno all'altezza di 900 ft. "Era parallela a me e viaggiava nella mia stessa direzione. Erano circa le 00:15 e c'era molta gente a percorrere quel tratto di strada", ha dichiarato il testimone.

Ancora, nel complesso, i primi quattro cerchi, quelli che si presume fossero autentici ed ai quali qualche burlone notturno aveva aggiunto altre tre appendici, erano di fattura relativamente buona, con i bordi sufficientemente regolari e le spighe adagiate al suolo (sebbene quelle centrali, calpestate da giorni dai curiosi, erano completamente distrutte). Per contro, non abbiamo constatato nessuno di quei dati anomali che solitamente caratterizzano i cerchi "autentici": nessun disturbo degli strumenti elettrici o dei cellulari, assenza di campi elettromagnetici o effetti da microonde, mancanza di spighe intrecciate in maniera anomala. Se poi qualcuno s'aspettava di trovarvi le mosche morte, implose, di cui parla la letteratura inglese sui crops, è in errore; ci imbattemmo invece in orde di famelici moschini, visibilmente inferociti per il fatto che qualche intruso curiosasse tra le spighe; e non tardarono a presentarci a morsi le loro rimostranze.

In attesa dei risolutivi esami da laboratorio, ci restano due alternative: o qualcuno, "dal cielo", ha creato la figura e poi qualche idiota (come spesso è accaduto in Inghilterra) ha pensato bene di alterarla aggiungendovi dei rozzi cerchi, o l'intero agroglifo è un falso, realizzato a più mani, alcune delle quali più esperte di altre.

Ma la seconda ipotesi senz'altro la pi verosimile. IL crop probabilmente un falso.