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ADAMSKI LIVES



Si intitola "Looking for Orthon" l'interessante libro del saggista e musicista inglese, già mercenario e docente del Balliol College di Oxford, Colin Bennet. 224 pagine, diverse illustrazioni, in vendita a 15.95 dollari e richiedibile a www.paraviewpress.com (la Paraview di New Tork), il libro è prefatto da John Michell e passa in rassegna, in maniera millimetrica, la controversa figura del decano dei contattisti, George Adamski. Una vera e propria chicca, in quanto il libro svela moltissimi retroscena ignoti ai più. Non a caso il sottotitolo riporta: "La storia di George Adamski, e di come egli cambiò il mondo"; il mondo ufologico, certamente. Si passa così dal primo mitico incontro a Desert Center agli avvistamenti di Palomar, dalle peripezie con Desmond Leslie a quelle di Silas Newton, dalle apparizioni di Orthon agli ultimi contatti, dal giro del mondo di Adamski nel 1959 all'enigma della presunta "finta morte".
Già perchè Adamski, come molti altri personaggi entrati nella leggenda, secondo l'autore non sarebbe affatto morto. Non ci dice se si sia reincarnato, se sia stato clonato o se più semplicemente gli alieni ne abbiano inscenato una finta morte, portandoselo via, nello spazio. Citando il celebre avvistamento di Bryant, scrive difatti l'autore: "Della morte di Adamski, come del resto per tutta la sua vita, non vi fu nulla di sicuro. Adamski morì il 23 aprile 1965. Il giorno dopo l'inglese Arthur Bryant disse di avere visto atterrare un disco volante; uno dei tre umanoidi che lo occupavano disse di chiamarsi Yamski, chiamandolo Des o Les. Eileen Buckle, nel suo libro del 1967, The Scoriton Mystery, inserisce una foto di Arthur Bryant. E' curioso notare come il volto di Bryant, se gli si tirano i capelli all'indietro, sia in realtà quello di George Adamski!". Il più celebre dei contattisti americani avrebbe dunque inscenato la propria fine? Per saperlo, leggere questo insolito e curioso libro. Intrigante.