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I FILES FASCISTI
da "Altri mondi", trasmesso su Telepadania il 20.3.05
(replicato l'11.8.05)


Comunemente si crede che l’ufologia sia nata nel secondo Dopoguerra, dopo che, nel giugno del 1947, un pilota americano disse di avere avvistato in cielo nove dischi volanti sopra lo Stato di Washington. Ma oggi, documenti inediti ed esclusivi portano a riscrivere la storia conosciuta dei dischi volanti. Pare infatti che già Mussolini sapesse degli UFO e ne avesse così paura, al punto da creare, nel Ventennio, una commissione di studio super segreta, il Gabinetto Ricerche Speciali 33, incaricato di fare luce sulle misteriose apparizioni di aeromobili non identificati nei cieli del Belpaese. A capo del team di studio sarebbe stato il Duce stesso, assieme alle massime autorità del Regime: Italo Balbo e Galeazzo Ciano. Ed a coordinare un gruppo di astronomi e scienziati dell’Osservatorio astronomico di Milano Brera e dell’Università La Sapienza di Roma fu chiamato nientemeno che il padre delle radiocomunicazioni, Guglielmo Marconi, da sempre convinto dell’esistenza di esseri extraterrestri.

È questo il quadro sconcertante emerso dopo che, nel 1996, alcuni documenti d’epoca sono stati recuperati dal Centro Ufologico Nazionale. Le perizie sui carteggi, fogli e telegrammi, che riferivano di un atterraggio UFO nella Lombardia del 1933 e di un inseguimento aereo tra caccia fascisti e UFO nei cieli di Venezia e Mestre nel ‘36, hanno permesso di stabilire l’esistenza di una vera e propria rete spionistica italiana, capitanata dall’OVRA, la polizia politica fascista, incaricata di intercettare ed abbattere con le pattuglie aeree quelli che inizialmente si credevano essere velivoli sperimentali inglesi o francesi.

Secondo quei documenti, facenti parte di un memoriale consegnato a Galeazzo Ciano, la commissione segreta aveva messo a punto, nel giro di alcuni anni, un dossier di trenta pagine di avvistamenti UFO nei cieli italiani, assieme a foto e filmati; alcune inquietanti note – su carta intestata della Camera dei Deputati – riferivano anche di testimoni messi a tacere con la forza o internati in manicomio, affinché non rivelassero il segreto.

In base al quadro ricostruito, dopo quattro anni di indagini, dal Centro Ufologico Nazionale, gli scienziati del Gabinetto segreto non erano solamente interessati a capire se i misteriosi velivoli fossero extraterrestri, ma intendevano principalmente carpire i segreti del funzionamento delle misteriose aeronavi, per costruire a loro volta delle armi invincibili. L’esistenza di un’aviazione “parallela” giunse presto alle orecchie dei servizi segreti dei Paesi vicini. Nei documenti fascisti si riferisce difatti di riunioni top secret, nel ’38, nella residenza privata del Duce, a Villa Torlonia di Roma, con i vertici del Gabinetto militare; ci si lamentava particolarmente del fatto che una parte dell’OVRA fosse sospettata di avere tradito il Duce e di avere passato informazioni al vicino germanico.

Solo così si spiega il fatto, storicamente documentato da molti anni, prima ancora della scoperta di questi “X-files fascisti”, che proprio nella Germania di Hitler, nel 1940, iniziasse segretamente la costruzione di velivoli circolari, elicotteri con l’elica intubata, in tutto e per tutto simili ai moderni dischi volanti.

Gli ufologi sono convinti che Hitler e Mussolini, stessero cercando di copiare i mezzi di trasporto degli extraterrestri, ma il precipitare degli eventi, con la perdita della guerra, avrebbe fatto sì che del Gabinetto 33 e dei “dischi volanti del Duce” si perdesse ogni traccia per oltre mezzo secolo.

Alfredo Lissoni