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UMANOIDE SBARCA IN TURCHIA
 
di Alfredo Lissoni - Erano in 45 ad osservare le evoluzioni di un misterioso disco volante che avrebbe sorvolato il sito archeologico di Antalya in Turchia, agli inizi dell’anno. A darne notizia il ricercatore Haktan Akdogan, presidente del Sirius Ufo Space Sciences Research Center turco. A suo dire, i testimoni avrebbero potuto seguire nientemeno che le fasi di atterraggio del disco e, successivamente, persino lo sbarco di una creatura dalle sembianze umanoidi, che “emetteva raggi rossi dagli occhi, aveva mani e piedi di ferro e una testa molto grossa, sproporzionata”. La Turchia è da tempo al centro di ripetuti avvistamenti, anche se alcuni di essi si sono rivelati delle abili mistificazioni organizzate a scopo pubblicitario.

La Turchia ha comunque una lunga tradizione per quanto concerne gli avvistamenti. Alcuni UFO vennero scorti già nel 1888 ad Adrianopoli; il 3 agosto 1952, in piena ondata di avvistamenti in tutta Europa, i dischi volanti vennero segnalati anche sopra Istanbul. "Per trenta secondi", scrisse l'ufologo francese Jimmy Guieu, "volarono ad una quota di cinquemila metri circa; il loro diametro apparente era di trenta centimetri; ciò permette di stabilire che il loro diametro reale era di tutto rispetto".

In Turchia da qualche anno a questa parte l'argomento viene trattato molto liberamente, vuoi perché le stesse autorità hanno interessi nella questione (come le ricerche sul teletrasporto, di cui si parla al capitolo cinque), vuoi perché la penisola anatolica risente della forte influenza della mistica sufi che ammette l'esistenza di altre forme di vita nel cosmo, vuoi infine per la presenza dei gruppi ufologici TUPVO e "Sirius UFO Space Sciences Research Center" (che organizza congressi internazionali).

Dal mio corrispondente Selman Gerseksever, della rivista "Ruh Ve Madde", ho saputo di un avvistamento accaduto a Bostanci (vicino Instanbul), il 20 luglio 1981. Bahtim Senocak, studente diciassettenne delle scuole superiori, si trovava con due amici, Mehmet Tanrisever e Izzettin Calislar, quando notava improvvisamente, nel cielo, un oggetto a punta e zigzagante, che ruotava su di sé ed emetteva dei bagliori metallici, "facendo acrobazie".

Dopo questo primo avvistamento, i tre ragazzi, tutti muniti di binocolo, si mettevano a scrutare nuovamente il cielo, la mattina del 22, sperando di rivedere l'oggetto. "Non vedemmo niente, eccetto le stelle, fino alle 3 della mattina", dissero i testimoni, "quando tutti e tre avvistammo un nuovo oggetto. Dapprima pensammo si trattasse di una stella, che fluttuò in linea retta per mezz'ora. Poi tutt'a un tratto sparì dietro alcuni edifici". Dopo un po'", aggiunse Tanrisever, "Calislar se ne andò a dormire. Bahtim ed io restammo a vigilare e notammo che la stessa stella era ricomparsa nello stesso punto della sua sparizione. Capimmo allora che non doveva trattarsi di una stella..."

Agli inizi di marzo del 1996 una piccola ondata di avvistamenti interessava la Turchia: l'11 marzo un UFO giallo appariva nel cielo notturno della città portuale di Izmir, sulla costa occidentale della Turchia. Scorto dapprima da un pescatore, l'ordigno appariva come "una curiosa luce brillante nel cielo". La notte seguente due UFO sorvolavano Izmir, allertando la popolazione. La notizia dell'avvistamento veniva sparata sui principali giornali di Istanbul e Ankara, sensibilizzando notevolmente la popolazione. E così, quando giorno 14 centinaia di bagnati di Izmir furono testimoni del passaggio di un ellissoide giallastro proveniente dal mare Egeo e che effettuò diverse strane manovre nel cielo, entrando ed uscendo dalle nubi, i centralini dei giornali saltarono, per le chiamate continue. Il momento più divertente fu quando i giornalisti, allertati dall'ennesima telefonata, corsero all'aperto, macchine fotografiche alla mano per immortalare l'UFO, ma esso sparì di botto, come se stesse giocando a nascondino. Ritornati mestamente alla sede del giornale, avvistavano di botto l'UFO. Un giornalista turco riusciva ad immortalare l'ordigno e la foto veniva pubblicata il giorno dopo sulla stampa locale; siccome l'oggetto fotografato ricordava l'astronave Enterprise del celebre telefilm americano, i fans del club di Star Trek di Ankara festeggiarono rumorosamente l'avvistamento, inneggiando all'UFO "mezzo turco e mezzo Klingon"!

Il 22 agosto 1998 l'agente di viaggio Hakan Solyer, sua moglie e suo genero stavano prendendo il sole sulla spiaggia di Antalya, città turca sul Mediterraneo, quando... "Improvvisamente vedemmo due luci molto brillanti provenienti dalla Valle dell'Olimpo; si muovevano molto velocemente, disegnando una sagoma a delta, ed in pochissimo tempo divennero simili a delle stelle e scomparvero. Per queste ragioni, noi crediamo che non fossero dei jet militari. Non riuscivamo neanche a veder delle stelle in quella porzione di cielo, mentre gli UFO scomparvero".

Gli UFO sarebbero ricomparsi su Izmir il 17 agosto 1999, all'epoca del violento terremoto che scosse la Turchia. Sebbene per questo episodio non si possa escludere delle bolle di gas sprigionate dal terreno (evento non infrequente in concomitanza con i sismi), un ufologo turco a nome Haktan Akdogan rilevò sulla stampa internazionale che "prima e dopo il terremoto era stato osservato un grande traffico di oggetti volanti non identificati al di sopra della regione del Mar di Marmara, ed in particolare sul cielo di Izmir, epicentro del sisma".

Un'altra testimonianza, questa volta supportata da un video, è stata raccolta direttamente da chi scrive. "Era il 26 luglio 1998", mi raccontò un giorno Paolo Bonadies, uno studente universitario piemontese, "ed ero in vacanza con un amico sull'isola greca di Kos. Eravamo vicini ad un castello adibito a fortino militare e stavamo filmando, con una telecamera Panasonic a dieci ingrandimenti, le coste della Turchia. Erano le 12.17. Ad un certo momento con la telecamera ho ripreso un tratto di costa ed un pezzo del fortino greco, senza notare nulla di particolare. Mas quando, a casa, ho rivisto il filmato, mi sono accorto della presenza di uno strano oggetto che se ne stava librato in volo sul mare. Era un oggetto a forma di disco. Debbo dire di non avervi fatto caso, ad occhio nudo; però siccome ho filmato nuovamente la zona dopo un minuto, posso dire che l'ordigno non c'era più". Poiché a Kos vi è un corridoio aereo, e Bonadies ha filmato anche un aereo in volo, zoomato al massimo sulla linea dell'orizzonte, è stato possibile effettuare un confronto tra la figura dell'UFO e la sagoma del velivolo terrestre, e possiamo così dire che il disco volante era chiaramente un oggetto differente e non conosciuto. La zona in cui è stato girato il video riveste un particolare interesse tattico, visto che è vicina ad una caserma dell'Esercito e ad un aeroporto.

 

(Libero.it 4-4-05; “Altri UFO” di A. Lissoni, Macro Edizioni)