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I MIEI DUBBI SULL'ARECIBO REPLY

di Alfredo Lissoni

A chi mi domanda per quale motivo, durante la trasmissione "360" (andata in onda sulla TSI1), abbia affermato di considerare falso l'Arecibo Reply, rispondo che vi sono una serie di elementi che non mi convincono.

In primo luogo il fatto che il campo, accanto all'Osservatorio astronomico, ove è comparsa la figura, sia stato immediatamente trebbiato. Per nascondere le prove del messaggio alieno, è stato detto. Ma guarda caso, nessun ufologo è riuscito a condurvi per tempo delle indagini, per capire se le spighe fossero state calpestate dai circlemakers o se presentassero quelle anomalie che caratterizzano i crops veri. Non solo; nell'immagine presentata a suo tempo dalla rivista "Focus", che mostrava le spighe riprese a distanza ravvicinata, si notava che esse erano malamente piegate, come è nelle mistificazioni. Ma c'è un altro elemento che mi fa riflettere, e mi convince poco (al di là del disegno dozzinale raffigurante un viso alieno, apposto quasi come una firma al disegno, come in un episodio di "X-files"). Si è detto che, al di là dello svarione "astronomico" (non tornano i conti con il tempo impiegato dal messaggio di Arecibo, per ottenere risposta dal mondo abitato più vicino, in Ercole), la figura mostrerebbe un Grigio ed una spirale del DNA alieno. Ed è questo che mi fa sospettare.

Non mi convince il clamore dato all'evento (manifestatosi il 19 agosto) non solo su "La Stampa" (giornale solitamente poco aduso a dare spazio alle notizie ufologiche) ma addirittura, il 30 agosto 2001, dal popolarissimo "Art Bell's radio show", all'evento, ove il noto Richard Hoagland ha annunziato la scoperta dell'Arecibo Reply e delle indagini partite con in campo Colin Andrews, Paul Vigay (che in seguito ha annunziato di avere decodificato il messaggio) e... se' stesso (che definiva l'evento "la più grande storia dell'anno nella comunità paranormale". Che c'entra il paranormale? E giustamente un radioascoltatore ha telefonato attribuendone la paternità ad un gruppo di studenti). Il 28 agosto il locale "Daily Mail" ha dedicato la prima pagina al caso e, dalle foto di Peter Sorenson, si è notato subito come la formazione fosse - non casualmente - vicina all'Osservatorio radioastronomico di Chilbolton (Seth Shostak del Search for Extraterrestrial Intelligence - SETI - institute - che aveva inviato nello spazio il messaggio originale, da Arecibo, nel 1974, ha rilasciato un dispaccio stampa, intitolato: "Is the Latest Crop Circle a Message from E.T?", nel sito Web del SETI. Ciò ha dato alla vicenda notorietà e dignità scientifica a livello planetario).

Giustamente Roberto Pinotti ed Enrico Baccarini, nel loro lavoro "The Arecibo Reply: risposta aliena oppure debunking terrestre?" (il primo lavoro serio compiuto dagli italiani sulla questione, e presentato al 2° Convegno del GAUS) rilevavano: "Differente nella forma (rettangolare anziché circolare), il nuovo disegno è stato affiancato ad un altro, apparso due giorni prima, in cui era stato raffigurato un volto umanoide. Gli studiosi non si sono resi subito conto di quanto avevano scoperto. Solo successivamente alle prime osservazioni aeree il disegno ha iniziato a prendere forma ai loro occhi. E ciò che si è prospettato loro era strabiliante e quasi incredibile. Infatti il disegno era una copia, quasi esatta, del messaggio, destinato a civiltà extraterrestri, trasmesso il 16 novembre 1974 dal radiotelescopio di Arecibo a Puerto Rico verso la Costellazione di Ercole. Schiere di curiosi si sono così precipitate nel campo per poter osservare con i propri occhi quella che è subito apparsa come la possibile risposta ad un messaggio inviato 27 anni prima dal nostro pianeta verso gli spazi interstellari".

"Realizzare tale disegni in poche ore", ha detto Vigay, "sarebbe come costruire un grattacielo in meno di una settimana". Già, a meno che non vi sia dietro una bella regia (ed organizzazione) terrestre. Non dimentichiamoci che la zona dell'Osservatorio è off-limits e dunque si può impedire a chicchessia di transitare.
Suona strano quanto dichiarato da Colin Andrews, che il direttore del locale radiotelescopio, il Dr. Darcy Ladd, avrebbe escluso immediatamente l'intervento di mistificatori nella zona perchè il campo in cui si è manifestato l'agroglifo è recintato e di difficile accesso. Quasi tutti i campi dei crops lo sono. C'è poi da chiedersi come mai nessuna delle numerose telecamere puntate anche in direzione del campo abbiano visto nulla.

A parte la non verosimiglianza del tutto (ma come, gli alieni mandano da anni messaggi nei crops e quando alla fine decidono di utilizzare il nostro stesso linguaggio figurato limitato, lo fanno in maniera così primitiva?), c'è un episodio assai poco noto, al di là dell'ambiente astronomico.

Il 25 maggio 1999 dal nostro pianeta è partito verso lo spazio profondo, alla velocità di 300 mila chilometri al secondo, un messaggio per gli E.T. Ventitré pagine scritte con un particolare codice, tale da risultare comprensibili a chiunque venga in possesso di questo messaggio cosmico in bottiglia (ma la risposta, se mai vi sarà, arriverà tra un secolo!). Sfortunatamente, i due scienziati canadesi autori del messaggio, Ivan Duti e Stéphane Dumas della "Encuort 2000", non si sono accorti che nel messaggio vi fossero due errori. Il messaggio è stato rimandato il 14 febbraio del 2000 e del 2001, pochi mesi prima della comparsa in Gran Bretagna dell'Arecibo Reply. In quella che appare essere solo una trovata pubblicitaria, va detto che la Encuort, per la modica cifra di quindici dollari, aveva aperto ai privati, permettendo loro di inserire nel messaggio una breve comunicazione di massimo trenta parole; la Encuort sosteneva di essere anche in grado di inviare nello spazio un satellite che avrebbe funto da contenitore (a pagamento) di dati personali, documenti fotografici digitalizzati e persino... frammenti della sequenza del nostro codice genetico, a cui gli alieni avrebbero potuto attingere!

E' forse casuale che l'Arecibo Reply contenesse proprio una "traccia" genetica? Non sarà invece più probabile che gli studenti del vicino Osservatorio, ben sapendo degli esperimenti della Encuort, decidessero di organizzare uno scherzo "in stile"?
Dunque, a meno che le spighe fotografate da "Focus" non fossero già state calpestate da Colin Andrews o dai membri dell'Osservatorio, e sino a che non verranno presentate delle analisi chimiche dettagliate (alla Haselhoff) delle spighe, non potrò escludere che l'intera vicenda sia una colossale opera di debunking. Spero di sbagliarmi...